Il Capo

Incontro con il Capo

Il Capo

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Una notizia (in) aspettata

Una patata che cade al buio fa un rumore diverso, come se la patata del buio fosse diversa

Il fantasma

Certo a questo punto vorrete incontrare il capo. Eppure, permettetemi, ci arriveremo attraverso la descrizione di uno dei nostri fantasmi. Se infatti avete dimestichezza con dentisti e dottori odontoiatri saprete cosa li manda in bestia, ovvero succhiare le caramelle. La seconda ragione, neanche a dirlo, è il fumo. Come dimenticare però quel fantasma che si insinua nelle nostre case fino a farsi invisibile, spesso nelle nostre mani a drogare i nostri risvegli impetuosi? Ebbene, il caffè è un nemico acerrimo dell’igiene orale.

Il caffè

Proprio al mattino però, il caffè si esprime per consistenza e quantità in maniera tanto differente da umano ad umano, da cultura a cultura, da non poter essere ignorato. Questo fantasma dalle catene cortissime, o lunghissime a seconda del gusto, designa con la sua densità, fragranza e quantità un genere quasi preciso di essere vivente intento a sorseggiarlo.

Ristretto

Chi sceglie il caffè ristretto, ovviamente senza zucchero, è colui che vuole sentire l’energia del sole africano o brasiliano scoppiargli nelle vene, mentre assapora un gusto che sa un po’ di terra e un po’ di liquerizia. Ci sono poi quelli del ristretto, ma che decidono di aggiungere un po’ di latte per renderlo macchiato. Come voler abbracciare la mamma e il papà insieme, dormendo nel lettone e sapendo che se da una parte un grosso braccio ti difenderà, dall’altro c’è la morbidezza tipica e insostituibile della mamma. Entrambi i bevitori comunque hanno in comune il rito del bicchier d’acqua. Alcuni lo bevono prima per sciacquarsi la bocca, altri lo bevono perché la mattina si sa, si è assetati come un cucciolo di cactus.

La tazza grande

Ecco allora aprirsi il mare magnum dei bevitori di caffè in tazza grande. Se in certe latitudini questo non ha alcun significato, perché il caffè è di per sé in tazza grande, nelle culture dell’espresso e dei ristretti questa difformità differenzia in maniera netta i suoi bevitori. Tralasciando gli orzi e i gingseng per i quali sarebbe necessaria una psicologia articolata quale neanche Zimbardo saprebbe comprendere, ci soffermeremo un istante sul caffè in tazza grande.

Caffè diluito

Questa scelta rispecchia il metodo più attuale con cui l’umanità ha deciso di risolvere le situazioni più differenti: la quantità soverchia la qualità. Esattamente come tra due cappotti una persona sceglierà quello che contiene il maggior numero di piume, così qui la gente sceglie il caffè in base all’acqua che lo diluisce. Qui poi gli individui si dividono in coloro che scelgono arabica o cardamomi e mughetti e altri che semplicemente tuffano un po’ di zucchero a nuotare con il latte a bordo caffè per poi correre frettolosi nel traffico. Per gli auto muniti è importante la tazza, perché il traffico è il loro habitat. La tazza deve essere non troppo grande per poter entrare nel porta bibite dell’abitacolo, ovviamente chiusa da un bel tappo salva- fragranza.

L’alieno

Il padrone dei miei piedi fa parte di una razza aliena, che decide di versare all’interno di un termos il prezioso liquido scuro. La potremmo definire una specie in via d’estinzione, quella che ripone poi il contenitore, elegante con la sua forma scura, all’interno dello zaino o della borsa.
Ogni mattina quel magico recipiente è parte dei riti che anticipano l’inizio della giornata. Controllare il peso corporeo, lavare il corpo e le sue ossa scoperte con uno spazzolino elettrico molto rumoroso, fare dieci minuti di stretching e bere latte freddo e una mela. Solo allora, è il momento della preparazione del caffè.

Il rito

Il bollitore suona per indicare che l’acqua è pronta, poi due cucchiai di caffè liofilizzato vengono aggiunti per dare vita al miracolo. Il termos è di quelli di ultima generazione, che mantiene la temperatura desiderata finché le montagne non si tramuteranno in deserto o viceversa. I riti sono uno dei segreti per essere un venditore efficace, un venditore di successo. Ogni mattina serve una certa dose di energia per creare squadre di lavoro, leggere file zeppe di numeri, giornali pieni di parole quadrate e sorridere a potenziali clienti che non si lavano le mani quando vanno in bagno. Stendere le labbra è davvero indispensabile in questo mestiere, scoprire i denti il tanto giusto da ammaliare senza intimidire l’interlocutore. Oggi proverà questo sorriso con il Capo, sperando di incantarlo.

L’uomo del domani

Ecco dunque queste due belle scarpe che sfrecciano con i lacci ben stretti, il passo sicuro dell’uomo del domani, tra le vie alberate e i marciapiedi puliti come sale d’aspetto. Nei quartieri più esclusivi si perde il senso della realtà, in quanto la sensazione è che non ci si sia mai mossi dal primo gradino di casa. Spostandosi dai quartieri residenziali, vedo come i miei passi si fanno meno sicuri, le spalle meno dritte quando un immigrato o un uomo con denti d’oro si avvicina un po’ troppo. La sera soprattutto quando un personaggio fuori contesto spunta fuori da dietro un lampione, il collo dell’uomo dell’uomo del futuro si fa più curvo, lasciando trasparire tutta l’insicurezza. Ciò è apprezzabile in fin dei conti, perché testimonia una grandissima professionalità.

L’ufficio

Incontro con il Capo
Incontro con il Capo

Ogni mattina ogni accessorio, anche il profumo con il Boss sono lì a creare l’immagine dell’invincibile, del venditore che sa esattamente ciò che succederà e ignora col sorriso tutto ciò che è successo in precedenza. Dunque eccomi qui con un balzo in un ufficio dai colori netti, bianco e marron su tutti. Il classico ufficio con una pianta che sembra una patata con le foglie e la foto di qualche figlio e qualche mamma. Le foto non sono delle più allegre, ma stemperano quell’aria da sala operatoria che sembra essere una costante di questi spazi privati. Questi sono i luoghi che piaccia o non piaccia catalizzano ancora tanti esseri umani. Luoghi forzati da parole vuote di significati, bicchieri usa e getta come le conversazioni che spesso ristagnano per finire senza che nessuno se ne accorga davvero. Tutto qui è un preambolo, qualsiasi idea è edulcorata, le battute sono fatte per sogghignare isterici ed educati.

Finalmente, il Capo

Qui è dove S. si siede ora, non prima di aver dato una maschia stretta di mano al suo interlocutore. Non c’è silenzio, sarebbe uno spreco inaccettabile in un ambiente di venditori. Il silenzio va appiattito sotto note pesanti, sotto una musica da palestra, oppure con chiacchiere comunicativamente vuote quali

Come va il tutto?

Benissimo, bene, grazie. E lei?

Tutto bene e lei?

Tutto bene, grazie, sono felice di…

Certo, certo, deve provare questo posto in cui fare brunch, è stupendo

Dove?

In centro, dall’altra parte delle tre torri

Dopo mi prendo il numero

Si, si, dunque, S.

Sono io, si

Se da una parte della scrivania non si respira alcuna traccia di emozione, dall’altra sopra di me le gambe tremano e tradiscono un nervosismo da ufficio.

Lo squalo

L’uomo al momento privo di emozioni indossa mocassini e ha lo sguardo del pescecane. Sapete, quello sguardo che può essere definito risoluto se visto in un ufficio, ma che si direbbe da serial killer se vi accadesse di incontrarlo in mezzo alla strada di sera. Alto anche da seduto, con le sue mani incrociate in grembo vuole mettere in chiaro che è lui il Capo. Una persona cioè che è situata al di sopra di voi nella piramide, non come l’angioletto sull’albero di natale. E’ proprio il capo, mentre i comuni mortali aspirano ad essere solamente un ginocchio, al massimo un dito o un collo, ad essere arditi. Sa di essere collocato al di sopra e non ha intenzione di far nulla per nasconderlo. Proprio dal capo ecco uscire finalmente qualche informazione degna di nota.

Il suo profilo…

Come lei sicuramente saprà

E a questo punto le gambe tremano fino quasi a vibrare

Lei è da lungo tempo uno dei papabili per la posizione del vice- capo. L’abbiamo monitorata, negli ultimi cinque anni. Ma abbiamo convenuto che il suo profilo non sia…

Ora dunque le gambe smettono di tremare, frenate dal peso dell’incredulità mista a tristezza e confusione.

Continua la prossima settimana con “Il muro”

–Di cosa parla questa storia?–

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia e relative traduzioni sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.


Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

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