Tag Archive anime vagabonde

M. il medico_ The doctor

Il medico

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Sono un umile orologio da polso

Il tempo

Il tempo non è altro che un ritmo. Più ingombrante lo spazio, più sarà semplice vedere questo movimento dilatarsi fino quasi a dissolversi del tutto. Qui, dunque, in questo mini spazio controllato, il tempo risulta essere minuto, piccolo. Un nano di tempo, nel grande circo di luci e pianeti. Non si fa in tempo ad aprire una porta ed ecco che qualche secondo sembra volare via, insieme con qualche corpo bianchiccio o giallognolo.

Il paziente delle 8.05 the patient

Il paziente delle 8.05

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Una paziente certezza

Tra le poche sicurezze che potrete in qualche maniera procurarvi nella vostra esistenza, credetemi, è d’uopo aggiungere le 8.05 del mattino di ogni lunedì. In una casa dai mattoncini rossi e dal vicinato alquanto chiassoso, un allarme attende un impulso elettrico per farsi sentire. Per cantare, per essere più precisi. Per intonare con voce metallica una vecchia canzone di Claudio Villa,

Bu, l'ufficio_ the suicide office

Bu

L’ufficio suicidi

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Le luci della verità

Le scale riflettono una luce giallognola, eppure oggi sembrano bianche e lucide come non lo sono mai state, agli occhi di S. Anche le ombre si colorano, quasi scelte ponderate in una tavolozza di sfumature di luce. I piani si susseguono gli uni dopo gli altri, tutti uguali. I passi si fanno leggeri, sicuri come non lo erano ormai da tempo. Proprio come quando i miei lacci si annodano e sembra impossibile poterli liberare. Poi, dopo qualche minuto di paziente lavoro delle dita, un ultimo piccolo strattone e sono pronti a tenere insieme le scarpe. Ancora e ancora, la vita annodata di questo bell’uomo dai baffi ben temperati, dopo qualche settimana di dolore e di smarrimento, si ritrova libera. Un piccolo strattone e vede nuovamente i colori e una piccola luce in fondo al suo cannocchiale.

Piramide, l'anima

L’arte della piramide

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L’anima di un venditore

Oh com’è facile seguire un venditore, quando gli si sta sempre tra i piedi. Più difficile sarebbe se fossi nato guanto, disperso tra una stretta di mano e l’altra di un freddo inverno. Uffici e strette di mano sembrano essere legate indissolubilmente da un antico sortilegio. Tanto da porre l’antica questione se siano venuti prima i freddi convenevoli o gli orrendi arredamenti di cubicoli cresciuti in maniera disordinata.

L'ufficio suicidi

Trovalo!

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Un’anima

Il suo nome

il

suo

nome

Qual era

Difficile mettere ordine tra i ricordi, ma mi pare più

G., oppure J. Forse P.? Chi può saperlo.

Qual era il nome del medico?

Eppure è l’unico in grado di spiegare come in cerca di un’anima bianca si trovi invece un’anima nera. Pensieri affannosi si rincorrono ai ricordi, memorie sepolte tra numeri e strette di mano. E’ incredibile come persone che incontriamo tutti i giorni siano in grado di lasciare poco o nulla nella nostra tavola dei colori. Possiamo dipingere a memoria pubblicità e donne conosciute solo per pochi intensi minuti, e tuttavia quel dottore cui abbiamo stretto la mano tutte le mattine per anni non è più là.

Il cinema, il bacio

Il cinema, il bacio

Il cinema, ancora

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Eccoci alle otto precise davanti alla macchinetta del caffè, dove una coppia finge di leggere il libro per la lezione di “Formulazione della rotazione del processo di vendita per il campo di intrattenimento mediale”.

Il dispositivo

La scatola delle anime

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Lezioni di vendita parte seconda

Ora passiamo alla pratica. Ciò che si trova davanti a voi, questo piccolo cofanetto, è un esempio di scatola delle anime.

S. is a professor in Sales

Lezioni di vendita

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Lezioni di vendita

Prima lezione di vendita

“La vendita è lo strumento del venditore per rispondere ad una domanda, per affrontarla portando la propria esperienza come risorsa.

I'm a humble pair of shoes

Sono un umile paio di scarpe

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Quell’oggetto, quel non so che, ogni mattina senza volerlo scalcia e guaisce nel petto. Come chiamarlo? Risponderà?

Le anime (vive)

Capitolo I

Sono un umile paio di scarpe

Lo so, ho idea di come io possa apparirvi. Quale credibilità dareste mai ad un umile paio di scarpe? Tuttavia sono nuovo, mai usato come un Governo che si insinua per la prima volta alla Camera. Io non mi insinuo, è vero, e per dirla tutta non sono neanche del tutto nuovo. Però, però, però. Con tutte le anime balorde, perse, ricucite, maledette e ritrovate, io non mi sento tanto in difetto.

Griffondambledore!

I'm a humble pair of shoes

Sono un umile paio di scarpe

Perché non darmi credito? Dunque, prendo come un attestato di fiducia il fatto che siate arrivati fino a questo punto nella lettura. Sicuramente se sono qui è perché non sono come tutte le altre scarpe. Certo, potrei sembrare una scarpa- racconta- storie che spunta fuori e inizia a parlare, ballare ed esclamare Griffondambledore! È assodato che fare strane congetture è infinitamente meno complesso dell’immaginarmi come un involucro per un’anima vagabonda. Non vi suonerà dunque così strano che io sia già entrato in sintonia con questo alto signore dai baffetti appuntiti, come non se ne vedono più tanti in giro (di baffi appuntiti, intendo, non di alti signori). Chi è infatti più vagabondo di un venditore?

Il signore con le scarpe ai piedi

Oh, che gran camminatore! e un abile oratore, per giunta. Saltella da un piede all’altro, prende il tram e se ne frega dello status symbol (sapete, quella buffa concatenazione di eventi che vi porta a spendere più per un cellulare usato che per un frigo nuovo). No, essere un paio di scarpe non è una punizione divina, come quelle che si leggono nei manuali celesti del sapere universale, utilizzati in alcuni dei mondi in cui ho fatto breccia nel mio vagabondare. Vi sorprenderà scoprirlo, ma ormai tutti  qui sanno che non c’è Paradiso e Inferno. La scienza, arrivata infine a convincere perfino gli agnostici ,la fa da padrona. Non più dunque ignoramus e  ignorabimus. Abbiamo pesato l’anima prima per gioco e poi sempre più in profondità, fino a trovare la vera essenza della materia e della forza, il carico originale sul corpo. Era sempre stata lì, solo che nessuno aveva mai trovato il modo per individuarla con precisione. Quando il morto diventa morto, passa da uno stato di vivo con anima ad uno di morto con anima, ma solo per qualche istante.

Il passaggio

In quel momento, infatti, un prezioso marchingegno succhia via l’anima prima che si disperda nell’ambiente come un umile gas (che poi è ciò che accade ogni giorno con anime meno nobili come la qui presente). Non appena all’interno, l’anima apparirà come una luce. Al variare della purezza della luce, cambierà anche l’importanza dell’anima stessa in termini di valore di vendita. Capita, talvolta, che l’anima sia così attaccata al corpo da voler morire con lui. Sono casi rari, uno su tutti quell’artista famoso che tutti conoscono, anche i meno avvezzi alle cose del mondo dell’Arte. Un uomo grosso così, dalle spalle possenti che vi dava l’aria di esser tutto fuorché un artista. Forse un pugile, un gigante dall’aria torva pronto a derubarvi, ma non un comico.

Quella luce

Foste stati là quando quell’anima lasciò il corpo, avreste però visto che luce emanò; così pura che anche l’anima di un monaco si sarebbe detta scura, al suo confronto. Tutti si misero a ridere, come sotto l’influsso di una qualche droga. Una risata innaturale, nervosa, un solletico invisibile mosse pance e sopracciglia. A volte le anime pure vi rendono così felici che non potete trattenervi. Cosa trovate di più pura di una risata da bambini, leggera come un’anima, pura e semplice? Poi la luce d’improvviso si spense e il comico, steso sul suo letto con gli occhi chiusi e le labbra ormai bluastre, stese quelle stesse labbra in una specie di ghigno e parlò.

—continua la prossima settimana con Il discorso dell’anima—

–Di cosa parla questa storia?–

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia e relative traduzioni sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

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