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Secondo capitolo: Il viaggio delle anime

Secondo Capitolo

Anime (Vive)

Morte, anime, fuga e verità

Sono tante le parti di questa storia che, come un puzzle sofisticato in bianco e nero si scambiano e sembrano non incontrarsi mai. Flashback che ci vengono raccontati da una nonna in lacrime, uffici suicidi e anime nascoste in mignoli mozzati.

Una storia di anime?

Pian piano iniziamo a capire che la storia in sé non gira intorno alle anime, ma a chi ne tradisce la vera essenza. Le anime non sono altro che un’energia che sostiene il nostro mondo, lo racconta, struttura e al tempo stesso ne è la forma.

Una storia di desideri

Il desiderio di S. è quello di avere indietro la sua anima. Sperava un giorno di avere l’anima di suo padre, un suo regalo. Il suo desiderio di carriera, insieme a questa speranza, dovranno fare i conti con la realtà. Il ragazzo, spinto dalla verità misurata dalle labbra morenti della nonna, non potrà che cercare vendetta per la sua occasione perduta. M., dal canto suo, è il più disincantato dei personaggi. Non vuole immergersi nel mondo, non più. Anime, corpi in putrefazione o canto degli uccellini, tutto fa parte di qualcosa per lei alieno. Eppure il fato, sotto forma di un’anima, la strapperà a questo sogno lucido.

La fuga

Infine, una fuga a tre. Una fuga di anime e desideri, che ci porterà in un viaggio inaspettato. In una terra delle anime in cui si piantano ancora i sogni, si bevono caffè e si mangia nei ristoranti.

Il secondo capitolo

Secondo capitolo: Il viaggio delle anime
Secondo capitolo: Il viaggio delle anime
  1. La premiazione
  2. Nella notte
  3. Il corpo e l’anima
  4. Trovalo!
  5. Quel ragazzo
  6. Vendetta
  7. La piramide
  8. Bu
  9. Il paziente delle 8.05
  10. La dottoressa
  11. Un corpo che… parla?
  12. Il cappello
  13. Passi

Non hai ancora letto il primo capitolo? Leggilo ora!

The meeting between S. and the boy

Passi



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Riverberi

I suoni si scoloriscono in lontananza, un quadro che fluttua tra i sogni di un artista ubriaco di vita. La bottiglia gli cade dalle mani e produce un suono.

P-asc-ch

The hat_ il cappello

Il cappello

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Al mercato

I mercati sono colorati, colmi di quel vociare che non tutti sanno riprodurre, che so, in un film. Per alcuni basta ripetere

Rabarbaro

A corpse that... un corpo che...

Un corpo che… parla?

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Un corpo

che

parla

Lei ci crede nella reincarnazione?

Il paziente delle 8.05 the patient

Il paziente delle 8.05

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Una paziente certezza

Tra le poche sicurezze che potrete in qualche maniera procurarvi nella vostra esistenza, credetemi, è d’uopo aggiungere le 8.05 del mattino di ogni lunedì. In una casa dai mattoncini rossi e dal vicinato alquanto chiassoso, un allarme attende un impulso elettrico per farsi sentire. Per cantare, per essere più precisi. Per intonare con voce metallica una vecchia canzone di Claudio Villa,

Bu, l'ufficio_ the suicide office

Bu

L’ufficio suicidi

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Le luci della verità

Le scale riflettono una luce giallognola, eppure oggi sembrano bianche e lucide come non lo sono mai state, agli occhi di S. Anche le ombre si colorano, quasi scelte ponderate in una tavolozza di sfumature di luce. I piani si susseguono gli uni dopo gli altri, tutti uguali. I passi si fanno leggeri, sicuri come non lo erano ormai da tempo. Proprio come quando i miei lacci si annodano e sembra impossibile poterli liberare. Poi, dopo qualche minuto di paziente lavoro delle dita, un ultimo piccolo strattone e sono pronti a tenere insieme le scarpe. Ancora e ancora, la vita annodata di questo bell’uomo dai baffi ben temperati, dopo qualche settimana di dolore e di smarrimento, si ritrova libera. Un piccolo strattone e vede nuovamente i colori e una piccola luce in fondo al suo cannocchiale.

Vendetta!

Vendetta

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Quella lettera

Gli occhi vitrei, come quelli senza luce di una grossa bambola. Il ragazzo, come lo chiamano tutti da sempre, guarda verso la porta, immobile. Non è un’entrata o un’uscita che cerca, dietro quel rettangolo di legno, ma un po’ di riposo. A terra qui vicino sta la lettera, ancora aperta

Non poterti difendere è stata la mia malattia. Non vederti diventare quello che saresti potuto essere. Nulla mi ha mai fatto più felice del vederti nascere

Dal negativo…

Tre frasi che iniziano tutte in negativo, come chi volesse fin dal principio preparare al peggio, mettere i piedi avanti. Quel vostro cugino più giovane che ha appena preso la patente e vi invita a fare un giro in macchina con lui. Voi e la ricerca forsennata di quel freno che non c’è , dalla parte del passeggero. Questo sembra abbia voluto fare la nonna del ragazzo. Che però aveva continuato

Vorrei aver avuto la forza di alzare la testa, il coraggio di difenderti quella notte

… al condizionale

Da frasi negative a condizionali al passato, non ci resta dunque che la verità. Il dubbio, ombra cancerogena e ragno dei pensieri, non fa che perseguitare gli occhi del ragazzo. Tutto quell’amore era dovuto ad un senso di colpa senza più spazio per affogare, oppure era un tenero affetto della nonna per il nipote? Come ha potuto nascondere una verità del genere per tutto questo tempo, fino a farla diventare un cancro? Fino a far andare quell’anima così nobile in putrefazione. Se solo avesse avuto il coraggio non di salvargli l’anima, ma almeno di rivelargli

Le cose come stavano, lo so. Non è stato facile nasconderti queste parole per tutto questo tempo. So che se avessi fatto questo passo prima forse non sarei malata. Forse non staresti nemmeno leggendo questa lettera su cui cadono come macigni le mie lacrime

Un dettaglio

Eppure bisogna andare con ordine, fermarsi un istante. Certo, la nonna ha avuto una parte in questa storia, ma il ragazzo sa che la sua attenzione deve concentrarsi su qualche altro dettaglio. Sul vero responsabile. La notte dell’incidente, ad esempio

Vendetta!
Vendetta!


Erano le tre o quattro del mattino, un giovanotto bussò alla porta accompagnato dal dottore. Ti ricordi, il dottor B.? Era la vigilia di Natale e tuo padre non faceva che piangere in camera sua. Tutta la disperazione di un marito senza moglie, di una metà senza meta, ingrigito e rinchiuso tra le stanze della sua memoria. Poi c’eri tu, l’allegria in persona, la fiammella che accendeva di calore tutta la casa. La mia lumachina. Stavi coricato sul letto a disegnare, ricordo ancora che all’epoca ti piaceva dipingere di elefanti. Non sapevo cosa fare, quegli uomini si misero a camminare sulle scale, lasciando tuo padre seduto sul suo letto a cercare qualche musica vana nel vuoto. Gli occhi persi, chissà dove

Oh, tremenda vendetta!

E poi la lettera andava avanti con la descrizione di come avessero dovuto immobilizzarlo, stordirlo e indurlo alla morte per potergli estrarre l’anima. Un’anima bianca, che illuminò la stanza e fece ridere perfino il papà al piano di sotto. Il medico, all’ultimo, sembrò avere qualche remora e venne spinto fuori dalla porta. Qualche particolare prima, però, qualcosa c’era di sicuro

Quel venditore


Ecco, non so dirti quale fosse il viso di quell’uomo, perché tutto avvenne davvero in fretta, lumachina mia. Però ricordo che vollero parlarti qualche minuto, prima. Forse per distrarti, forse per capire se davvero l’anima era quella che si aspettavano di avere. Forse, il dottore aveva già iniziato a sentirsi in colpa e cercava un modo per fermare la ruota

Un disegno dell’anima

Ma certo! Per quanto non possa ricordare quei momenti, c’è sicuramente qualcuno che deve aver immortalato tutto. La sua anima aveva in mano una matita e un foglio di carta. Sicuramente deve aver ritratto quei due, con le sue stesse mani. Certo, bisogna cercare tra migliaia di blocchi di appunti e schizzi, ma di sicuro quello sarà il più semplice. È stato l’ultimo. Troverà il volto di quel venditore e con lui la sua anima.

Più vicino di quanto non creda

Forse non ha ancora compreso che il nome che chiama la sua vendetta è inciso nelle scarpe strette che porta, giusto sotto il tallone, nel piede sinistro.

— Leggi la Piramide–

Leggi il primo capitolo!

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

quel ragazzo_la mano della nonna

Quel ragazzo

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— Leggi il paragrafo precedente —

Una giornata di sole

Per quanto assurdo possa sembrare, alcune giornate vengono definite “di sole”. Come se, in tutte le altre occasioni, il sole non fosse comunque là a testimoniare che non c’è solo un immenso buio a nascondere la Terra nello spazio. Perfino nei luoghi in cui gli orsi bianchi e le foche sembrano saper sopravvivere, il sole si cela talvolta per molto tempo, ma in realtà è solo un adulto che si nasconde dietro una coperta per far sorridere un bimbo. In una giornata di quelle come sopra definite di sole nessuna coperta avvolge la città e così questo robusto ragazzo dal sorriso quadrato può camminare senza giacca. So tutto questo perché il suddetto ragazzo porta le scarpe sbagliate ai piedi, le stesse scarpe che vi stanno raccontando umilmente questa camminata solitaria.

Il corpo e l'anima

Il corpo e l’anima

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— Leggi il paragrafo precedente–

La fotografia della salute

Come può dunque un uomo così robusto, la fotografia della salute, la quintessenza del potere, morire così? Andarsene senza neanche dare la minima avvisaglia? Il tempo decide di fermarsi nell’esistenza umana scegliendo i dettagli con tutta calma, senza mai interessarsi di spiegarli ai comuni mortali – o immortali.

Capitolo I il mondo delle anime

Capitolo I

Il Mondo delle Anime

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Un intero capitolo è finito. Se poteste vedere le vostre facce mentre sfrecciate dentro e fuori da porte  portiere, sapreste perché ho iniziato a scrivere questa storia. Non c’è altro che noi, umanità ammassata in ogni angolo del cerchio. Ho posato i miei occhi su madri e padri, bambini insonnoliti e piccole nuvole a forma di orsetto. Eppure ho dovuto scrivere una storia perché tutte queste idee, queste visioni, si legassero insieme.

I ristoranti

I ristoranti ad esempio, in cui passo più tempo di quanto vorrei, sono stati una parte importante di questo primo capitolo. Persone appena incontrate si sforzano di rimanere concentrate mentre sperano che dall’altra parte del mondo un impulso elettrico porti loro un sorriso. Come chi, uscendo dal deserto, aspetti la pioggia mentre si siede paziente e un po’ annoiato alla base di una fonte fresca.

Le strade

In questo capitolo si sono introdotte le strade. Brulicanti di fango, sabbia e macchine. Mancano solo i personaggi, gli umani. Quelli sono belli nascosti dentro i loro abitacoli a bere caffè in tazza grande. Fuori, un suono irreale cerca di risvegliare la passione sopita per ciò che ancora si suole chiamare Natura.

Le anime

Le anime tengono questo mondo collegato. In questo capitolo le anime hanno tenuto silenziosamente tutti uniti, mentre in quello seguente inizieranno a urlare. Un tamburo che passa delle informazioni di villaggio in villaggio, una trama che si infittisce senza addensarsi. Strati di nuvole.

Anticipazioni

Nel prossimo capitolo vedrete qualche faccia nuova. Saprete già tante cose, dagli oggetti in grado di raccontare ai sogni di gloria di S. Ciò renderà la storia più viva e forse più attraente. Ci saranno nuovi punti di vista, orologi perfino, che con le loro lancette terranno il tempo del racconto. Che dire? Come sempre, alla settimana prossima!

Oh, ps,

Qui di seguito ci sono tutte e 12 le parti della storia. Si, proprio 12 come i numeri sul quadrante di un orologio che non vede l’ora di entrare in scena.

-1– Sono un umile paio di scarpe –1–

–2– Il discorso dell’anima –2–

–3– Il valore dell’anima –3–

-4– Il venditore di anime –4–

–5– Il negozio di anime–5–

–6–Lezioni di vendita –6–

–7–La scatola delle anime –7–

–8–Il cinema, la pubblicità –8–

–9– Il cinema, il bacio –9–

–10– Il ristorante –10-

-11- Il Capo -11-

-12- Il muro -12-

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.