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Vendetta!

Vendetta

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Quella lettera

Gli occhi vitrei, come quelli senza luce di una grossa bambola. Il ragazzo, come lo chiamano tutti da sempre, guarda verso la porta, immobile. Non è un’entrata o un’uscita che cerca, dietro quel rettangolo di legno, ma un po’ di riposo. A terra qui vicino sta la lettera, ancora aperta

Non poterti difendere è stata la mia malattia. Non vederti diventare quello che saresti potuto essere. Nulla mi ha mai fatto più felice del vederti nascere

Dal negativo…

Tre frasi che iniziano tutte in negativo, come chi volesse fin dal principio preparare al peggio, mettere i piedi avanti. Quel vostro cugino più giovane che ha appena preso la patente e vi invita a fare un giro in macchina con lui. Voi e la ricerca forsennata di quel freno che non c’è , dalla parte del passeggero. Questo sembra abbia voluto fare la nonna del ragazzo. Che però aveva continuato

Vorrei aver avuto la forza di alzare la testa, il coraggio di difenderti quella notte

… al condizionale

Da frasi negative a condizionali al passato, non ci resta dunque che la verità. Il dubbio, ombra cancerogena e ragno dei pensieri, non fa che perseguitare gli occhi del ragazzo. Tutto quell’amore era dovuto ad un senso di colpa senza più spazio per affogare, oppure era un tenero affetto della nonna per il nipote? Come ha potuto nascondere una verità del genere per tutto questo tempo, fino a farla diventare un cancro? Fino a far andare quell’anima così nobile in putrefazione. Se solo avesse avuto il coraggio non di salvargli l’anima, ma almeno di rivelargli

Le cose come stavano, lo so. Non è stato facile nasconderti queste parole per tutto questo tempo. So che se avessi fatto questo passo prima forse non sarei malata. Forse non staresti nemmeno leggendo questa lettera su cui cadono come macigni le mie lacrime

Un dettaglio

Eppure bisogna andare con ordine, fermarsi un istante. Certo, la nonna ha avuto una parte in questa storia, ma il ragazzo sa che la sua attenzione deve concentrarsi su qualche altro dettaglio. Sul vero responsabile. La notte dell’incidente, ad esempio

Vendetta!
Vendetta!


Erano le tre o quattro del mattino, un giovanotto bussò alla porta accompagnato dal dottore. Ti ricordi, il dottor B.? Era la vigilia di Natale e tuo padre non faceva che piangere in camera sua. Tutta la disperazione di un marito senza moglie, di una metà senza meta, ingrigito e rinchiuso tra le stanze della sua memoria. Poi c’eri tu, l’allegria in persona, la fiammella che accendeva di calore tutta la casa. La mia lumachina. Stavi coricato sul letto a disegnare, ricordo ancora che all’epoca ti piaceva dipingere di elefanti. Non sapevo cosa fare, quegli uomini si misero a camminare sulle scale, lasciando tuo padre seduto sul suo letto a cercare qualche musica vana nel vuoto. Gli occhi persi, chissà dove

Oh, tremenda vendetta!

E poi la lettera andava avanti con la descrizione di come avessero dovuto immobilizzarlo, stordirlo e indurlo alla morte per potergli estrarre l’anima. Un’anima bianca, che illuminò la stanza e fece ridere perfino il papà al piano di sotto. Il medico, all’ultimo, sembrò avere qualche remora e venne spinto fuori dalla porta. Qualche particolare prima, però, qualcosa c’era di sicuro

Quel venditore


Ecco, non so dirti quale fosse il viso di quell’uomo, perché tutto avvenne davvero in fretta, lumachina mia. Però ricordo che vollero parlarti qualche minuto, prima. Forse per distrarti, forse per capire se davvero l’anima era quella che si aspettavano di avere. Forse, il dottore aveva già iniziato a sentirsi in colpa e cercava un modo per fermare la ruota

Un disegno dell’anima

Ma certo! Per quanto non possa ricordare quei momenti, c’è sicuramente qualcuno che deve aver immortalato tutto. La sua anima aveva in mano una matita e un foglio di carta. Sicuramente deve aver ritratto quei due, con le sue stesse mani. Certo, bisogna cercare tra migliaia di blocchi di appunti e schizzi, ma di sicuro quello sarà il più semplice. È stato l’ultimo. Troverà il volto di quel venditore e con lui la sua anima.

Più vicino di quanto non creda

Forse non ha ancora compreso che il nome che chiama la sua vendetta è inciso nelle scarpe strette che porta, giusto sotto il tallone, nel piede sinistro.

Leggi il primo capitolo!

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

quel ragazzo_la mano della nonna

Quel ragazzo

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Una giornata di sole

Per quanto assurdo possa sembrare, alcune giornate vengono definite “di sole”. Come se, in tutte le altre occasioni, il sole non fosse comunque là a testimoniare che non c’è solo un immenso buio a nascondere la Terra nello spazio. Perfino nei luoghi in cui gli orsi bianchi e le foche sembrano saper sopravvivere, il sole si cela talvolta per molto tempo, ma in realtà è solo un adulto che si nasconde dietro una coperta per far sorridere un bimbo. In una giornata di quelle come sopra definite di sole nessuna coperta avvolge la città e così questo robusto ragazzo dal sorriso quadrato può camminare senza giacca. So tutto questo perché il suddetto ragazzo porta le scarpe sbagliate ai piedi, le stesse scarpe che vi stanno raccontando umilmente questa camminata solitaria.

Il corpo e l'anima

Il corpo e l’anima

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La fotografia della salute

Come può dunque un uomo così robusto, la fotografia della salute, la quintessenza del potere, morire così? Andarsene senza neanche dare la minima avvisaglia? Il tempo decide di fermarsi nell’esistenza umana scegliendo i dettagli con tutta calma, senza mai interessarsi di spiegarli ai comuni mortali – o immortali.

Capitolo I il mondo delle anime

Capitolo I

Il Mondo delle Anime

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Un intero capitolo è finito. Se poteste vedere le vostre facce mentre sfrecciate dentro e fuori da porte  portiere, sapreste perché ho iniziato a scrivere questa storia. Non c’è altro che noi, umanità ammassata in ogni angolo del cerchio. Ho posato i miei occhi su madri e padri, bambini insonnoliti e piccole nuvole a forma di orsetto. Eppure ho dovuto scrivere una storia perché tutte queste idee, queste visioni, si legassero insieme.

I ristoranti

I ristoranti ad esempio, in cui passo più tempo di quanto vorrei, sono stati una parte importante di questo primo capitolo. Persone appena incontrate si sforzano di rimanere concentrate mentre sperano che dall’altra parte del mondo un impulso elettrico porti loro un sorriso. Come chi, uscendo dal deserto, aspetti la pioggia mentre si siede paziente e un po’ annoiato alla base di una fonte fresca.

Le strade

In questo capitolo si sono introdotte le strade. Brulicanti di fango, sabbia e macchine. Mancano solo i personaggi, gli umani. Quelli sono belli nascosti dentro i loro abitacoli a bere caffè in tazza grande. Fuori, un suono irreale cerca di risvegliare la passione sopita per ciò che ancora si suole chiamare Natura.

Le anime

Le anime tengono questo mondo collegato. In questo capitolo le anime hanno tenuto silenziosamente tutti uniti, mentre in quello seguente inizieranno a urlare. Un tamburo che passa delle informazioni di villaggio in villaggio, una trama che si infittisce senza addensarsi. Strati di nuvole.

Anticipazioni

Nel prossimo capitolo vedrete qualche faccia nuova. Saprete già tante cose, dagli oggetti in grado di raccontare ai sogni di gloria di S. Ciò renderà la storia più viva e forse più attraente. Ci saranno nuovi punti di vista, orologi perfino, che con le loro lancette terranno il tempo del racconto. Che dire? Come sempre, alla settimana prossima!

Oh, ps,

Qui di seguito ci sono tutte e 12 le parti della storia. Si, proprio 12 come i numeri sul quadrante di un orologio che non vede l’ora di entrare in scena.

-1– Sono un umile paio di scarpe –1–

–2– Il discorso dell’anima –2–

–3– Il valore dell’anima –3–

-4– Il venditore di anime –4–

–5– Il negozio di anime–5–

–6–Lezioni di vendita –6–

–7–La scatola delle anime –7–

–8–Il cinema, la pubblicità –8–

–9– Il cinema, il bacio –9–

–10– Il ristorante –10-

-11- Il Capo -11-

-12- Il muro -12-

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

Il muro

Il Muro

Un radicale cambiamento

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Tik, tok, tik, tok

Due paia di scarpe seguono lo stesso ritmo, proprio ai piedi del muro. Questo paio ha il tacco alto e sfila sul pavimento bianco lucido dei Quartieri Generali lasciando una scia di profumo e un’ombra blu.

Puck, Pack, Pick, Puck

Il cinema, il bacio

Il cinema, il bacio

Il cinema, ancora

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Eccoci alle otto precise davanti alla macchinetta del caffè, dove una coppia finge di leggere il libro per la lezione di “Formulazione della rotazione del processo di vendita per il campo di intrattenimento mediale”.

Il cinema

Il cinema, la pubblicità

Il cinema

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Le sale dei cinema sembrano somigliarsi, con le stesse dimensioni e con il medesimo schermo della stessa grandezza. I film nei cinema cambiano, ma senza davvero variare il copione. Gli attori stessi sembrano scelti da una mano meccanica in una grande macchinetta per peluche- attori che sceglie a caso.

S. give up with his soul

Il negozio di anime

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Il negozio di anime

La danza nel presente

Quando un’anima decide di danzare nel presente, è spesso ingrigita, deprezzata e dunque non molto richiesta. Sono anime di chi vive ogni giorno senza davvero vivere, senza usurare la propria

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La lingua come una storia

La lingua straniera deve essere vista come una sorta di storia in divenire. Come detto nell’articolo sul metodo di apprendimento (o di insegnamento, dipende dal punto di vista), la lingua è una storia a sé, è cultura e colore, forma complicata di pensieri inanimati. In poche parole, la lingua è vita. La vita è una storia complicata, di cui pochi conoscono il senso, ma di cui alla fine noi tutti non possiamo fare a meno. Certo, possiamo fare a meno di una lingua, in qualche caso. Ad esempio con il nostro cane. Ma metterei una telecamera in casa vostra per vedere se davvero riuscite a non parlare a quell’adorabile palla di pelo (corto o lungo che sia). Dunque, una storia. Dobbiamo decidere dal principio come scrivere la nostra storia, con un inizio, un colpo di scena, un po’ di amore e un finale soddisfacente. Magari un sequel.

Un inizio

Il metodo dei dinosauri

Evoluzione dell’insegnamento

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L’apprendimento

Il metodo classico

Il metodo nell’apprendere una lingua straniera è decisivo. Potrei snocciolarvi qualche nome a voi familiare quale Jespersen, Skinner o Chomsky. E’ più semplice vedere insieme i cambiamenti nell’insegnare quel mostro chiamato lingua straniera. Inizialmente  il sistema era molto rigido e figlio di norme altrettanto rigide. Queste erano dettate da un insegnante che intendeva farvi parlare come un libro. Con il risultato di non farvi parlare per nulla. Poi col tempo il metodo si è evoluto, ma l’idea era sempre quella di rinforzare la vostra innata capacità di pappagallismo.

Il pappagallismo

Il pappagallismo è un metodo che va ancora in voga

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