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Capitolo I il mondo delle anime

Capitolo I

Il Mondo delle Anime

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Un intero capitolo è finito. Se poteste vedere le vostre facce mentre sfrecciate dentro e fuori da porte  portiere, sapreste perché ho iniziato a scrivere questa storia. Non c’è altro che noi, umanità ammassata in ogni angolo del cerchio. Ho posato i miei occhi su madri e padri, bambini insonnoliti e piccole nuvole a forma di orsetto. Eppure ho dovuto scrivere una storia perché tutte queste idee, queste visioni, si legassero insieme.

I ristoranti

I ristoranti ad esempio, in cui passo più tempo di quanto vorrei, sono stati una parte importante di questo primo capitolo. Persone appena incontrate si sforzano di rimanere concentrate mentre sperano che dall’altra parte del mondo un impulso elettrico porti loro un sorriso. Come chi, uscendo dal deserto, aspetti la pioggia mentre si siede paziente e un po’ annoiato alla base di una fonte fresca.

Le strade

In questo capitolo si sono introdotte le strade. Brulicanti di fango, sabbia e macchine. Mancano solo i personaggi, gli umani. Quelli sono belli nascosti dentro i loro abitacoli a bere caffè in tazza grande. Fuori, un suono irreale cerca di risvegliare la passione sopita per ciò che ancora si suole chiamare Natura.

Le anime

Le anime tengono questo mondo collegato. In questo capitolo le anime hanno tenuto silenziosamente tutti uniti, mentre in quello seguente inizieranno a urlare. Un tamburo che passa delle informazioni di villaggio in villaggio, una trama che si infittisce senza addensarsi. Strati di nuvole.

Anticipazioni

Nel prossimo capitolo vedrete qualche faccia nuova. Saprete già tante cose, dagli oggetti in grado di raccontare ai sogni di gloria di S. Ciò renderà la storia più viva e forse più attraente. Ci saranno nuovi punti di vista, orologi perfino, che con le loro lancette terranno il tempo del racconto. Che dire? Come sempre, alla settimana prossima!

Oh, ps,

Qui di seguito ci sono tutte e 12 le parti della storia. Si, proprio 12 come i numeri sul quadrante di un orologio che non vede l’ora di entrare in scena.

-1– Sono un umile paio di scarpe –1–

–2– Il discorso dell’anima –2–

–3– Il valore dell’anima –3–

-4– Il venditore di anime –4–

–5– Il negozio di anime–5–

–6–Lezioni di vendita –6–

–7–La scatola delle anime –7–

–8–Il cinema, la pubblicità –8–

–9– Il cinema, il bacio –9–

–10– Il ristorante –10-

-11- Il Capo -11-

-12- Il muro -12-

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

Il muro

Il Muro

Un radicale cambiamento

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Tik, tok, tik, tok

Due paia di scarpe seguono lo stesso ritmo, proprio ai piedi del muro. Questo paio ha il tacco alto e sfila sul pavimento bianco lucido dei Quartieri Generali lasciando una scia di profumo e un’ombra blu.

Puck, Pack, Pick, Puck

Il cinema, il bacio

Il cinema, il bacio

Il cinema, ancora

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Eccoci alle otto precise davanti alla macchinetta del caffè, dove una coppia finge di leggere il libro per la lezione di “Formulazione della rotazione del processo di vendita per il campo di intrattenimento mediale”.

Il cinema

Il cinema, la pubblicità

Il cinema

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Le sale dei cinema sembrano somigliarsi, con le stesse dimensioni e con il medesimo schermo della stessa grandezza. I film nei cinema cambiano, ma senza davvero variare il copione. Gli attori stessi sembrano scelti da una mano meccanica in una grande macchinetta per peluche- attori che sceglie a caso.

S. give up with his soul

Il negozio di anime

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Il negozio di anime

La danza nel presente

Quando un’anima decide di danzare nel presente, è spesso ingrigita, deprezzata e dunque non molto richiesta. Sono anime di chi vive ogni giorno senza davvero vivere, senza usurare la propria

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La lingua come una storia

La lingua straniera deve essere vista come una sorta di storia in divenire. Come detto nell’articolo sul metodo di apprendimento (o di insegnamento, dipende dal punto di vista), la lingua è una storia a sé, è cultura e colore, forma complicata di pensieri inanimati. In poche parole, la lingua è vita. La vita è una storia complicata, di cui pochi conoscono il senso, ma di cui alla fine noi tutti non possiamo fare a meno. Certo, possiamo fare a meno di una lingua, in qualche caso. Ad esempio con il nostro cane. Ma metterei una telecamera in casa vostra per vedere se davvero riuscite a non parlare a quell’adorabile palla di pelo (corto o lungo che sia). Dunque, una storia. Dobbiamo decidere dal principio come scrivere la nostra storia, con un inizio, un colpo di scena, un po’ di amore e un finale soddisfacente. Magari un sequel.

Un inizio

Il metodo dei dinosauri

Evoluzione dell’insegnamento

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L’apprendimento

Il metodo classico

Il metodo nell’apprendere una lingua straniera è decisivo. Potrei snocciolarvi qualche nome a voi familiare quale Jespersen, Skinner o Chomsky. E’ più semplice vedere insieme i cambiamenti nell’insegnare quel mostro chiamato lingua straniera. Inizialmente  il sistema era molto rigido e figlio di norme altrettanto rigide. Queste erano dettate da un insegnante che intendeva farvi parlare come un libro. Con il risultato di non farvi parlare per nulla. Poi col tempo il metodo si è evoluto, ma l’idea era sempre quella di rinforzare la vostra innata capacità di pappagallismo.

Il pappagallismo

Il pappagallismo è un metodo che va ancora in voga

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