Vinoè

Che cosa è il vino

Prendi una bottiglia di vino in mano. Soppesala per un istante, chiudi gli occhi e dimentica l’etichetta, insieme al nome altisonante di qualche antica famiglia che l’ha creata tanto tempo fa. Lascia perdere i numeri, fatti per attirarci, il tappo, le lettere che rendono immediatamente la bottiglia più interessante, là sullo scaffale.

Con gli occhi di un bambino

A glass of wine in the dark. Vinoè, foto realizzata dal fotografo Massimiliano Frau.
Fotografia di Massimiliano Frau

Prova a vedere il vino con gli occhi di un bambino. Un bambino lo riconosce semplicemente per il suo colore buffo, quel viola scuro, quel colore di sangue allegro. Pensa al gusto del vino, di qualunque vino, sulla lingua. Immaginalo scendere giù per la gola.

Quando è stato, che per la prima volta ti sei sentito adulto abbastanza da accostarti al vino? Si, al principio sarà stato niente più che un bacio rubato ad una cugina più esperta. Poi, però, ti sei avvicinato ancora, più curioso che mai.

Perché non una birra, invece?

Hai visto tanti girare la testa al passaggio della bionda, frizzante birra e per un po’ hai fatto altrettanto. Poi, qualcosa a proposito di quel sangue allegro che hai incontrato da bambino ti ha richiamato indietro, quell’ odore così familiare.

Il vino è un’enciclopedia sull’umanità, che parla a tutti i nostri sensi all’unisono.


Immagina adesso di aprire quella bottiglia, che tieni ancora nel palmo della mano. Non aprire gli occhi, ma cerca di versare il vino in un bicchiere lungo e largo. Un bicchiere dalla pancia prominente, fatto per farci sognare da bambini. Un bicchiere che si tramuta in una lente d’ingrandimento, per leggere quel libro misterioso, quel sangue dell’umanità intera versato in profumi densi e invitanti.

Mantieni gli occhi chiusi

Eppure, con le palpebre serrate, il suono dell’ acqua non lo si distinguerebbe da quello del vino. Il rumore, quel suono del vino che sfugge dalla bottiglia e si infila tra le pareti del bicchiere, è il suono di piogge lontane.

Dalle nuvole

Si, perché il vino proviene dalle nuvole, uno dei tanti figli dell’acqua, che precipitando dal cielo arriva fino a noi. L’acqua cade quando è pronta a farlo e non c’è legge della natura che possa arrestarla. Ci può rendere felici, oppure può lasciarci svegli tutta la notte, sudati e malinconici alla finestra. Quell’acqua, quella pioggia, quelle nuvole e l’energia pura che scuote il cielo, tutto questo è ciò che puoi sentir cadere in un bicchiere di vino.

Uno scrittore e un sommelier

Attraverso Vinoè abbiamo deciso di scrivere storie che ci facciano tornare per un attimo bambini, in grado di riscoprire quelle sensazioni ormai dimenticate. Una spinta a riscoprire quelle sensazioni attraverso le storie. La fantasia di uno scrittore, Daniele Frau unita alle competenze di un sommelier di terzo livello, Davide Masili. Per poter dare uno sguardo differente a questo mondo straordinario.

Articoli, fotografie, video, grafiche in inglese e italiano vi guideranno alla scoperta del mondo del vino. Vedrai quella bottiglia, sopra il tuo tavolo, con occhi differenti. Per te non sarà più una bevanda, ma qualcosa di molto più sofisticato.

Ora puoi aprire gli occhi. È tempo per te di iniziare a seguirci in questa avventura. Un corso d’acqua che diverrà vene nel corpo dell’umanità, rughe di felicità, cultura e profumi. Seguici anche su Instagram e Facebook!

Maggio è il mese che abbiamo deciso di dedicare all'acqua, leggi la storia

Parte I- Un vino chiamato Airen

Parte II- Come può un vino sapere di tempesta?