Intervista all'alieno

Un'intervista, questo è tutto ciò che ci serve

Non pensiate nemmeno per un istante che tutto questo sia avvenuto con rapidità. No, il pulsante rosso della paura si tocca pian piano, cresce con la stessa lentezza con cui germoglia un fiore o cresce l’erba del vostro prato. La classe dirigente nacque da una lavanda gastrica forzata, un rigurgito di un passato che generò un vomito politico. Senza più idee né ideali, da questo acquitrino del nulla, uscì il nostro Capo popolo. Un analfabeta funzionale di successo, dal sorriso ebete nel quale la maggioranza si rispecchiò.

L'intervista

Certo, da qualche tempo il Capo Popolo sembrava perdere consensi. Senza metastasi o foglie morte da tagliare e bruciare, si sarebbero presto accorti dell’impalcatura di carton gesso su cui aveva dipinto le sue bugie in tutti quegli anni. Ecco perché, quell’esplosione, spaventò tutti tranne lui. Quando Maria aveva posato il suo guanto sul camminamento della sua abitazione, mai avrebbe pensato che sarebbe stata la testimone oculare della rinascita della Fenice.

Lentamente, il discorso del Capo Popolo scivolò sulle frasi che lo avevano reso famoso, sugli elenchi di persone non desiderate e sulla possibilità che d’ora in avanti le cose sarebbero cambiate per “quelli là”.

The Fenix, graphic by Daniele Frau for Go back to the future.
La Fenice, grafica di Daniele Frau.

L'intervista

Alcuni alieni del futuro vennero tirati per la giacchetta e portati in TV, pronti a testimoniare la gratitudine al regime. Uno, in particolare, era un bell’uomo, sulla cinquantina, con uno sguardo in cui si leggeva tutta la tristezza e la delusione di chi ha fatto cento anni indietro per nulla.

“Dunque, signor alieno, da dove venite esattamente?”

Chiese la conduttrice biondo- cenere.

“Mah, veniamo da tutte le parti del Paese.”

La conduttrice guardò il pubblico e fece un occhiolino.

“Certo, ma lei sa che cosa intendo. Da DOVE venite?”

Ora, l’uomo sembrò capire perfettamente la conduttrice e strizzò due volte gli occhi, infastidito.

“Noi- noi veniamo dal futuro.”

Una lunga vocale di meraviglia passò per lo studio, sotto lo sguardo compiaciuto della conduttrice.

“Dunque venite dal futuro. Perché non siete rimasti là? I nostri esperti ci hanno comunicato di aver fatto tutti i tentativi per poter lasciare un messaggio per il futuro, per dirvi di rimanere là dove siete.”

L’uomo strizzò ancora gli occhi e strinse forte i braccioli della poltrona.

“Vede, nel futuro non abbiamo più cibo e acqua. La guerra e questi muri odiosi ci hanno…”

La conduttrice lo fermò, prima che potesse andare avanti, con un sorrisetto isterico.

“Ah, ah, ma quale guerra? E comunque non ha risposto alla mia domanda: avete ricevuto il messaggio proveniente dal passato?”

L’alieno del futuro non poté mentire, così annuì piano, con aria colpevole.

“Si, lo abbiamo ricevuto, sta custodito come una reliquia all’interno della Chiesa del Passato. Proprio quella reliquia ha portato il nostro inventore Archi a creare quella che voi chiamate la macchina del tempo.”

La conduttrice si fece vicina all’alieno, facendo tintinnare una bella catenina d’oro cui era attaccato un cuore.

“E invece voi, come la chiamate?”

’uomo stavolta non strizzò gli occhi, ma si girò a guardare la conduttrice con aria fiera.

“Noi la chiamiamo “Porta degli Avi.”

Questa è la fine de L'intervista, ora puoi continuare a leggere come continua Ritorna al Futuro, storia scritta da Daniele Frau e illustrata da Gabriele Manca, Dmq Productions. Tutti i diritti sulla storia e sulle illustrazioni sono riservati ai rispettivi proprietari.

Continua a leggere Il Messaggio e scopri cosa è la Porta degli Avi.

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