Ogni storia è un lago, no?

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Partiamo dalle basi

Cosa c’è di più umano che amare le storie, racconti di vicende vicine o lontane, reali o fantastiche. La storia, disegnata da due grosse mani pelose dentro una caverna, si è evoluta fino a riempire le immense caverne dei generi letterari, senza perdere la sua forza. Qualunque sia la fabula o l’intreccio  che definisce una storia, questa è in partenza semplicemente un foglio bianco.

Benvenuti al lago!

A lake in Finland by Daniele Frau
A lake is like a story

Immaginate ora che quel foglio bianco sia un immenso lago, sul quale l’autore inizia a soffiare. Le onde prodotte saranno gli avvenimenti della storia e si propagheranno increspando la superficie dell’acqua, ma sarà sul letto del lago che troverete il vero significato. Ad esempio leggendo i generi definiti leggeri, sentiamo l’autore muovere la nostra barchetta e in un modo o nell’altro ci ritroveremo sulla riva del lago, felici di aver passato qualche ora spensierata.

Tuffiamoci dentro!

Non sapremo cosa si nasconde nella pancia del lago, ma probabilmente non è quello che stavamo cercando quando abbiamo aperto il libro.  Eppure, perfino in queste storie, si scopre qualcosa in più. Si tratta pur sempre di un lago e anche qui può capitare un colpo di vento che ci faccia perdere il controllo dei remi, una distrazione fatale che ci faccia scoprire il mondo sotto la superficie.

Che voi siate dei bravi nuotatori o perfino degli uomini rana, è facile trovare degli elementi simili tra una storia e un’altra nel fondo e nella superficie. Come gli elementi di un lago sono l’acqua, il vento, le onde, talvolta le montagne e gli alberi, così la storia ha il suo inizio, seguito da un insieme di azioni che si sviluppano fino ad arrivare ad una risoluzione (positiva o negativa che sia).

Uno schema semplice?

Sembra uno schema semplice, ma ad aiutare lo sviluppo del racconto (e dunque ad attrarre la nostra attenzione di pagina in pagina) entra in scena qualcuno che conoscete molto bene: il Personaggio. Come scrive John Gardner nel suo manuale di scrittura The art of fiction:

Non può esserci una storia in grado di attrarre interesse se il personaggio principale è una mera vittima, soggetta al volere degli altri e non invece un personaggio in grado di lottare per raggiungere i propri obiettivi

Il ruolo dello scrittore dunque diventa non solo quello di disegnare un bel lago, degli alberi graziosi che si riflettono sulla sua superficie (tutto molto romantico), ma anche e soprattutto mettere dentro quel lago, sulla superficie o in profondità, dei personaggi che seguiremo ciecamente. Quei personaggi potranno chiederci di lanciarci al centro del lago e noi lo faremo, potranno tirare con l’arco e noi terremo la freccia ben ferma per far sì che non falliscano.

Perché la riuscita della storia dipende da loro e da noi.

Continua con… Robin Hood!

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