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S. give up with his soul

Il negozio di anime

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Il negozio di anime

La danza nel presente

Quando un’anima decide di danzare nel presente, è spesso ingrigita, deprezzata e dunque non molto richiesta. Sono anime di chi vive ogni giorno senza davvero vivere, senza usurare la propria

Dakar, Senegal

Dakar, Senegal

Senegal

Prima tappa: Dakar

Dakar, capitale del Senegal e città tentacolare di tre milioni di abitanti, di cui un milione nella città e due milioni nella periferia. Tra questi tentacoli si celano numerose particolarità, che rendono la città appetibile per i turisti. Una di queste è la celeberrima Paris- Dakar, anche se ora come ora Dakar rimane solo il nome di copertina, mentre la gara si svolge dall’altra parte del mondo, in Sudamerica.
Il calcio qui ha una discreta tradizione e vi capiterà di vedere nelle strade tantissime persone con le maglie dei calciatori della nazionale dei Leoni. Dakar è simile ad altre città africane che ho avuto modo di visitare, ma più pulita e accogliente. Un flusso di turisti più continuo e una maggiore attenzione alla sicurezza hanno reso il Senegal più facile da visitare. Dunque, la prima notte mi sono sentito abbastanza sicuro da prendere un taxi e addentrarmi nella periferia, sul mare, in un grazioso locale gestito (così ho scoperto solo più tardi) da una simpatica signora Ligure.

Ma cos’è Dakar?

vista dello skytree dal ponte

Tokyo, ultima parte

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Tokyo

L’ultima avventura prima di tornare

Passo tra strade deserte silenziose e colorate di Tokyo, con i tipici cavi scoperti che danzano da una finestra all’altra. Famigliole di ogni religione si muovono all’unisono verso i loro luoghi di culto, mentre io passo in mezzo tutto sudato. Si, io di natura sudo come un labrador, ma qui fa proprio caldo anche senza il pelo lungo. Ieri pioveva, dunque oggi il sole sta tirando su tutte le nuvole possibili dalla terra. E io sto nel mezzo di questo ciclo naturale. L’homo sapiens che suda, una nuova generazione di mostri. Nel bel mezzo di una strada strettissima e lunga come la Tiburtina, sento un suono familiare. Anche in Giappone ci sono bambini che suonano il flauto ad minchiam distruggendo i sogni di tranquillità domenicale dei genitori. Ah, quanti ricordi. Cullato da Astro del Ciel versione giapponese, vedo finalmente apparire la meta del mio peregrinaggio. Il Tokyo Skytree!

Tokyo, una strada stretta per lo Skytree

Tokyo, una strada stretta per lo Skytree

Racconti giapponesi

Giappone, arrivo!

Giappone

Tokyo

Ok, pronti, partenza, via!

Si parte da Dubai, ma questo particolare lo possiamo allegramente saltare. Arriviamo al sodo, il Terminal 2 dell’aeroporto Narita. E’ estate e si sente nell’aria. Fa caldo, ma a differenza di altre destinazioni in Asia, riesco a respirare. Mamma, sono in Giappone! Sono atterrato tra la trama di un film sugli alieni e il cassetto ben ordinato e stirato della mia amica Sabrina. Dopo aver ripetuto un numero imprecisato di volte “arigatò” (grazie), inizio a cercare una logica. Il navigatore mi dice di cercare un sottopassaggio chiamato B2F, che sarebbe il secondo piano seminterrato. Fortuna vuole che non solo io riesca a trovare il sottopassaggio, ma che riesca anche a trovare delle persone sorridenti con cui scambiare qualche parola in inglese. Si, in breve cerco di avere qualche indicazione su come acquistare il biglietto. Capisco tutto, tranne come capire l’importo da inserire nella macchinetta per acquistare il biglietto. Un mistero che rimarrà comunque insoluto. Compro il biglietto per Funabashi con destinazione Funabashi station. Sono quasi sicuro che la mia pronuncia di “Funabashi” sia come la pronuncia di un giapponese della parola “trigonometria”, ma comunque il rispetto qui è di casa e nessuno mi fa pesare la mia ignoranza crassa nella lingua giapponese.

Il treno di Tokyio

Tokyo e i treni del futuro

Via, si parte! Il primo viaggio sembra non finire mai. Stanco da una giornata a lavoro e stroncato da dieci ore di volo, mi sento immerso in una realtà diversa. Qui in queste righe la definirò “aliena”, ma non voletemene. La logica è diversa, dai segnali luminosi, al modo di rivolgersi alle persone, fino anche alla disposizione delle scale mobili.

Poi, Tokyo

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