La costruzione della storia

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La lingua come una storia

La lingua straniera deve essere vista come una sorta di storia in divenire. Come detto nell’articolo sul metodo di apprendimento (o di insegnamento, dipende dal punto di vista), la lingua è una storia a sé, è cultura e colore, forma complicata di pensieri inanimati. In poche parole, la lingua è vita. La vita è una storia complicata, di cui pochi conoscono il senso, ma di cui alla fine noi tutti non possiamo fare a meno. Certo, possiamo fare a meno di una lingua, in qualche caso. Ad esempio con il nostro cane. Ma metterei una telecamera in casa vostra per vedere se davvero riuscite a non parlare a quell’adorabile palla di pelo (corto o lungo che sia). Dunque, una storia. Dobbiamo decidere dal principio come scrivere la nostra storia, con un inizio, un colpo di scena, un po’ di amore e un finale soddisfacente. Magari un sequel.

Un inizio

Un buon inizio è la preparazione del vostro spazio di lavoro  . Non è però tutto qua. Dovete darvi una scadenza giornaliera. Io propendo per una scadenza temporale, come ad esempio “ogni giorno studierò 15 minuti”, perché so semplicemente che riuscirò a seguirla. Altri propendono per quella che io chiamo “la numerologia del caso”, ovvero il numero di parole che si è in grado di imparare quotidianamente. Perché del caso? Indovinate da voi perché. Non ho mai visto in vita mia un bimbo/adolescente/adulto (me escluso, ma mi guardo di rado) seguire questa scaletta per un medio/lungo periodo nella vita reale. Sembra funzionare perfettamente al principio, poi entra in scena il caso. In realtà il caso centra ben poco, la questione è molto più semplice. Immaginiamo ad esempio che ci si soffermi sulle parole della cucina e un giorno abbiate ospiti stranieri a cena. Ovviamente vorrete mostrare la vostra conoscenza di parole come “ladle” o “fryig pan” e allora imparerete tante parole nuove. Immaginatevi invece in una giornata estiva bellissima, stesi su una spiaggia della Sardegna. Sicuramente non cercherete nel vostro dizionario portatile la parola ombrellone per metterla nel vostro quadernino bagnato di acqua e impastato di sabbia. Con un limite temporale, invece, sapete che potete ascoltare delle canzoni in lingua straniera, la radio o semplicemente leggere un libro con il vostro e-book.

Un colpo di scena

Ciò che accade normalmente è che partite a razzo, come quando si inizia una nuova attività fisica o si inizia a leggere una nuova storia. La motivazione è altissima, la voglia di vedere qualche addominale anche. Poi succedono due cose, nella maggior parte dei casi: le addominali appaiono quasi subito e allora ci diciamo “mamma mia, sono un mostro, posso anche stare a casa oggi” e poi oggi si trasforma in “per sempre felici e contenti”, oppure le addominali rimangono incastonate tra due dita di perfetto grasso argentino, al che sbottiamo con frasi quali “è completamente inutile”, “ma com’è possibile, è già una settimana che corro e non è cambiato niente”. Il risultato è lo stesso, abbandoniamo la caccia, abbassiamo la saracinesca, chiudiamo bottega. Per questo ci serve, nella nostra storia, un colpo di scena. Il mio colpo di scena preferito, quando sento che sto per abbandonare il mio obiettivo di 15 minuti di studio giornalieri è “ok, i miei 15 minuti di oggi li passerò vedendo video buffi in lingua originale con i sottotitoli”, oppure “vediamo se sono in grado di leggere le didascalie sotto le foto di sconosciuti su Instagram”. Ognuno ha il suo. Ho un amico che ad esempio in questi casi cambia la lingua del gioco della Play Station, così deve sforzarsi di capire cosa stanno dicendo. Solitamente non capisce una cippa e perde clamorosamente, ma è da apprezzare il gesto.

Un po’ di amore

Va bene, forse per voi questa parte è un po’ troppo complicata se siete già sposati, avete dei bambini, siete fidanzati con una persona estremamente gelosa o con tre adorabili gatti. In ogni caso, l’idea è che la vostra storia d’amore potrà essere una vera e propria storia d’amore, oppure semplicemente uno scambio di idee e un amico di penna. Io personalmente ho avuto tantissimi amici di penna, ancora ne ho qualcuno, più persone random, più la mia attuale compagna. Dobbiamo costruire la nostra storia d’amore, di qualunque livello essa sia. E’ una grandissima forma motivazionale. Il mio primo passo quando iniziai a studiare lingue con alfabeti differenti (e grammatiche che sembrano scritte da un macaco sotto botta di cocaina) fu quello di entrare nel magico mondo di Internet. Al principio fu un disastro. Gli unici personaggi che si è in grado di incontrare con i social network sono davvero inquietanti. Ho scoperto poi alcuni siti, tra cui uno in particolare completamente gratuito, conversationsexchange.com e da lì non mi sono più fermato. Ho iniziato anche ad insegnare la lingua italiana agli stranieri, rifugiati o meno per me fa poca differenza ed è qui che ho potuto vedere che la mia passione (e il mio studio) davano frutti. Ad oggi posso affermare che un’altissima percentuale dei ragazzi che non sapevano parlare la lingua la parlano fluentemente. In più, ho potuto utilizzare la mia lingua- obiettivo e allo stesso tempo ho avuto modo di vedere culture differenti.

Un finale soddisfacente

Il finale soddisfacente in una storia è spesso quello con i due che si baciano belli sdolcinati all’aeroporto, la squadra della periferia che dopo un bel discorsetto dell’allenatore inizia a vincere, l’eroe che sventa l’esplosione di una bomba atomica o due nemici che diventano amici. A volte la storia è avvincente anche se ha un finale amaro, ma noi non vogliamo un finale amaro per la nostra storia linguistica. Semplicemente non avrebbe alcun senso. E’ giusto dunque immaginare con tutta la positività del mondo che voi vi siate messi in testa di raggiungere un obiettivo, diciamo un livello A2 nella lingua prescelta e abbiate raggiunto lo scopo. Vi fermate qua? Ora avete due scelte: la prima è di finirla qua e utilizzare la vostra lingua almeno mezz’ora la settimana (passivamente o attivamente, questo lo vedrete voi), l’altra è di prendervi un certificato. I certificati che potete prendere per ogni lingua si sprecano, scegliete quello che vi può aiutare di più a livello lavorativo, perché non sapete mai che lavoro farete in futuro, il mondo cambia ad una velocità incredibile. Ah, in realtà ci sarebbe l’opzione più banale: passati tre mesi non ricordate nulla di ciò che avete fatto e in preda ad un’amnesia post- traumatica ritornate su questo blog a leggere queste informazioni con l’espressione del pesce rosso che ha scoperto il deja-vu come terapia anti- stress.

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

3 thoughts on “La costruzione della storia

rowoytrrPosted on  10:39 am - Oct 14, 2018

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Smithg154Posted on  10:39 am - Oct 14, 2018

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