L'esplosione

Un'esplonione improvvisa, come uno sparo

Fu come uno sparo o un grosso incidente d’auto. Se non l’avete mai sentita prima, un’esplosione è più o meno come uno sparo, ma vi avvolge con il suo suono. In più, l’aria si sposta e sentite la terra tremare paurosamente sotto di voi. Siete delle pedine, sorde, perse, mentre tutto intorno a voi riprende pian piano colore.

L’ufficio della Banca di Fiducia in cui sedeva Maria fu inondato di schegge, che terminarono fin dentro alla sua tisana. Lei saltò dalla sua sedia e finì a gonna all’aria, sbattendo forte la testa contro il pavimento.

Quando si riprese, si guardò intorno e vide tutti assieparsi alla finestra del suo cubicolo, mormorando qualcosa. L’esplosione era avvenuta non lontana dalla sua finestra, così da lì si poteva godere uno spettacolo da platea.
“Quella macchina che brucia!”
“Un terrorista!”

The explosion, Go back to the future, a story by Daniele Frau.
L'esplosione, una storia di Daniele Frau.


Maria iniziò a sentire le prime voci, si mise in piedi lasciando una scia di cocci di vetro e nessuno, nemmeno Mauro della contabilità, fece un gesto per aiutarla. Sentivano dire da giorni ormai di quell’invasione, di quegli alieni che cadevano dal cielo, ma pensavano si trattasse di uno scherzo. Ora, iniziavano ad avere paura. C’è chi mormorava la parola “alieni” insieme a quella “terroristi” e si sposavano così bene da non lasciare adito al dubbio.


“Devono essere stati loro.”


Non sempre nei giornali si mantiene il sangue freddo e così, dopo avere appurato che si trattava di un taxi quello esploso quella mattina, si affrettarono ad interrogare l’ultima passeggera. Fu così che parlarono con Maria, una nostra vecchia conoscenza.


Maria, dopo aver dato la sua versione dei fatti, si mise una mano sul seno e sospirò, dicendo:


“Sarei potuta essere io la vittima, sono viva per miracolo.”


Fu così che le parole “terrore” e “terrorista” iniziarono a rimbalzare su tutte le TV della nazione, seguendo e rimando con esplosione e lasciando le emittenti a sguazzarci dentro come bimbi al parco. Maria divenne la vittima mai morta di un evento potenzialmente tragico. Qualcuno iniziò a snocciolare i dati delle potenziali vittime che sarebbero potute morire se l’esplosione fosse capitata in estate, con la gente per le strade a passeggiare.


La forza dell’accaduto risucchiò tanta di quell’attenzione, da lasciare uno spazio da riempire e in quello spazio si inserì come sempre magistralmente il Capo Popolo.

The Head, image by Gabriele Manca DMQ PRoductions for Daniele Frau's original story Go back to the future.
The Head, image by Gabriele Manca DMQ Productions.


“Sudditi” Disse, lasciando che gli altoparlanti diffondessero la sua parola in tutti gli angoli della Piazza Centrale, nella quale migliaia di persone lo ascoltavano con aria rapita e preoccupata. L’unico rumore che si sentiva era quello di qualche sporadico pianto di neonato e delle pale degli elicotteri che perlustravano là in alto le nuvole.


"Il nostro Glorioso Paese è oggi sotto attacco."


Il Capo Popolo aveva ancora il suo solito sorriso rassicurante ad increspargli la barba folta, ma scandiva le parole in modo teatrale. Un attore di operetta può diventare un grande politico, se impara le giuste smorfie.


“Ma se non ci hanno spaventato i nostri nemici di un tempo, gli africani, gli indiani, i comunisti e gli omosessuali, gli uomini del Sud e infine gli Islamici, beh, non ci spaventeranno loro!” La voce era salita in maniera perfetta, appena roca all’inizio e maschia, decisa verso la fine. “No, non ci faranno paura! Le nostre mura sono solide.”


La sua voce salì lentamente di tono, iniziando un po' rauca e finendo con tono maschio e fermo verso la fine.
"Nessuno può spaventarci. Le nostre mura sono solide!"


Disse, mostrando con un ampio gesto l’alto muro dietro di sé. Le mura costruite in quegli anni per tenere fuori i nemici e che qualcuno aveva iniziato a prendere di mira, ora tornavano utili per la sua propaganda.


“C’è chi diceva che quelle mura sono inutili.”


Ora la voce era tornata calma e lasciava qualche istante alla folla per mormorare contro gli ipocriti che si erano opposti al muro.


“Ora, dopo questa esplosione, questo primo vero attacco al nostro beneamato Paese, sembrano ripensarci. Beh, sapete cosa gli diciamo, con tutto l’amore di cui siamo capaci? Troppo tardi!”


Come in un programma di varietà, la gente venne incalzata e iniziò ad applaudire il conduttore- capo, che continuò.


"Fratelli e sorelle, le nostre mura sono solide, ma non sono abbastanza. Il futuro ci invade!"
Il mormorio ora era un vibrare che sembrava una preghiera folla- elicottero, oppure un grande gatto che fa le fusa dentro una scatola.


"Il futuro?"


"Ci invadono?"


"Dal cielo?"


Queste furono le frasi più originali degli astanti.


Il Capo riprese, fermando quel brusìo con un deciso cenno della mano.


"Compagni e compagne. Non abbiamo più Nord, Sud, Ovest o Est da cui guardarci. Stavolta il pericolo è più concreto. Iniziamo però con il tranquillizzarci tutti. L’esplosione non ha causato danni, non c’è stato nessun ferito. L’unico morto stavolta è il terrorista stesso, un alieno, un clandestino del cielo."


Fermiamo un istante questa storia, che vi sembrerà assurda. Quando mai verrebbe in mente ad un essere sensato come quello umano di chiudersi la porta alle spalle e girare la chiave? Da che mondo è mondo, chiudersi dietro delle mura non ha fatto che velocizzare la propria fine, quando messi alle strette. Se la pensate così, è perché non avete mai visto il bottone.

Quale bottone?

Quello rosso, ben lucidato, che sta ben nascosto dietro la nuca di ciascuno di noi. Se sfiorato appena avrete paura che qualcuno vi rubi la macchina, mentre se premuto con decisione, può creare in un istante l’idea della fine imminente; avrete il timore di un’invasione o che l’esplosione fortuita di un taxi possa portare oggi o domani all’esplosione di ordigni ben più grandi. Via alla paura, dunque, benvenuto terrore, se non proteggete il vostro piccolo pulsante dietro la nuca!

Questa è la fine dell'Esplosione, ora puoi continuare a leggere come continua Ritorna al Futuro, storia scritta da Daniele Frau e illustrata da Gabriele Manca, Dmq Productions. Tutti i diritti sulla storia e sulle illustrazioni sono riservati ai rispettivi proprietari.

Continua a leggere L'intervista!!

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