Il venditore di anime

Come fa un venditore ad essere così… senz’anima?

Dall’aria sciolta nel vento, saltando fino all’acqua che gorgoglia nel lavandino, tutto viene estratto- rinchiuso- venduto- distribuito- rivenduto- rinchiuso ancora da un venditore.

Smarrirsi risulta semplice, se si osserva solamente la scatola. Una bella confezione, sbuffi di luce in grado di interessare, rapire perfino. Le anime se messe in mano agli umani non sono che scatole.

O meglio, la maggior parte di esse giace in una scatola, grande come un pacchetto di fiammiferi o una scatola di latta dei biscotti. Certe anime possono stare tanto di quel tempo in una scatola di biscotti, da sentirsi dei prodotti dolciari.

Non si può mai sapere, con le anime. Io mi sento una scarpa, ragiono da scarpa, cammino da scarpa e se mai dovessero domandarmi l’ora saprei menzionare solo i numeri dall’uno al sei delle mie stringhe e le cinque dita che le legano.

Un venditore di scatole, dunque?

Rinchiuse in scatole o cornici, le anime comuni aspettano dormienti che il loro valore di mercato aumenti, così da cambiare mano, nella speranza di poter sparire.

Ci sono poi anime semplici, anime degli oggetti. Non risplendono, non appaiono, non hanno peso e perciò si possono ancora dire libere. Sono anch’io un’anima degli oggetti, in precedenza l’anima di una lampadina che si accendeva e spegneva in un frigorifero, poi un quadro che si lanciava dai muri e perfino un disco di musica classica.

Ora, sono un paio di scarpe e mi piace esserlo. Stare vicino ad un umano senza essere notato mi permette di studiarlo, di accumulare qualche ricordo in più.

I quadri, le lampadine e i dischi non hanno poi tanto da raccontare. Restano fermi in stanze fatte di nasi che li scrutano, mani lunghe che toccano manopole o frutti.

Si parlava però di anime scoperte, estratte come gas e inserite in altri corpi o dentro scatole. La scatola è importante, per la scienza umana della vendita e in particolare per un venditore.

Perché mai la gente cambia anima?

Il venditore di anime_Anime vive, storia di Daniele Frau_Illustrazioni di Gabriele Manca, DMQproductions.
Il venditore di anime, Anime vive.

In qualche caso, il cambio di anima non è una scelta. Così da un comico, quell’anima pura arrivò in qualche modo ad un ragazzo della metropoli. Un ragazzo che, per sua sfortuna, era nato con un’anima di un certo valore commerciale in una famiglia dal basso potenziale patrimoniale.

Forse era nel destino di quell’anima, essere trafugata. Stavolta venne venduta da un padre senza tante altre possibilità. Tutto ebbe inizio quando il medico chiese di poter sottoporre il ragazzo ad una comune lastra ai raggi Y, comunemente detta animogramma.

<<Quest’anima vale una fortuna!>>

Sbottò a dire il medico, davanti agli occhi increduli del padre. Il figlio, fuori dalla porta, disegnava ignaro su una panchetta di legno. Il padre vide aprirsi sotto di sé una miniera, la risposta alle sue preghiere e soprattutto alle bollette.

Come avrebbe spiegato però tutto questo ad un ragazzino, a suo figlio? Uscirono di corsa dall’Ospedale Giallo, nella tasca il biglietto da visita di un noto venditore di anime, pronto a pagare da subito una bella somma per quel prodigio.

Arrivato a casa, quell’uomo aprì un monologo con la foto ingiallita della sua defunta moglie. Un dialogo immaginario che durò tutta la notte.

<<Guidami, amore mio, dimmi che debbo fare.>>

Come ogni monologo recitato di fronte ad una stampa, non ricevette risposta. In compenso, quell’uomo si sentì solo, un padre smarrito, un marito in lacrime.

Quando fuori iniziò a fare giorno, mise da parte foto e amore filiale, si armò di pragmatica e chiamò il venditore. Pensò di avere davanti una scala verso il cielo o una miniera d’oro, ma forse fu solo l’entrata di un pozzo oscuro.

Perfino il monologo con la fotografia ingiallita cambiò.

Una scala.

<<Fondamentale, non necessaria, così ha detto il medico all’ospedale. Si, ha detto proprio così.>>

Una miniera.

<<Qualcuno ha reclamato quell’anima, qualcuno che è pronto a farla fruttare al meglio. Non posso perdere l’occasione.>>

Un pozzo.

Il sole in cielo colorò in qualche modo una colazione grigia, avvelenata, mentre si preparava ad andare a lavoro. La decisione era presa. La nonna, nella stanza accanto, singhiozzava silenziosa parlando con la stessa foto ingiallita.

Quella notte, illuminata dai lampioni come tante altre notti prima, alcune figure entrarono silenziose. Non passò tanto tempo e il ragazzo si perse in una morte indotta, fatta di sogni di cemento e luci che puzzavano di plastica.

Nella stanza si lavorava per prendere l’anima, che ci mise del tempo prima di riversarsi nella scatola di mogano vicino al comodino. Un’altra anima, grigiastra e con delle striature scure, venne usata per rimpiazzarla.

Il ragazzo al mattino aprì gli occhi, confuso.

<<Nonna, cosa è successo?>>

Chiese vedendo sua nonna piangere ai suoi piedi. La donna non rispose, ma continuò a piangere in silenzio.

È dunque preferibile lasciar partire la propria anima per consentirle di spiegare altrove le proprie ali? Bisogna pur sopravvivere, no? In realtà nulla cambiò davvero.

La sua vita, così come la sua nuova anima scivolarono senza grandi alti e bassi in un anonimato grigio dalle striature scure. Una vita fatta di corse sul posto in una palestra, pochi pugni sbattuti sui tavoli e disegni abbandonati in un cassetto.

Bene, il padrone dei miei lacci si sta finalmente rigirando sul letto. Dopo una notte al chiuso, finalmente potrò mettermi al trotto come un vero uomo moderno, sempre di fretta.

Alcune orme vitali si spandono ora sul pavimento scuro, un vapore che arriva fino ad una bilancia. Un peso senz’anima, o quasi, come tutti i venditori di anime. In ogni caso, è bene andare con ordine.

Il suo nome è S. ed è un venditore di anime.

Se sei curioso di sapere come continua la storia, ma soprattutto di sapere chi come S. è diventato un venditore di anime, continua a leggere… il lavoro!

Se hai letto questa parte, ma ti sei perso il post precedente, quando abbiamo visto il Valore dell’anima, leggi qui.

Se sei finito per caso su questa pagina, ma non sai di che cosa si tratti, puoi leggerlo qui.

Questa storia è stata pubblicata una volta a settimana da ottobre 2018 ad ottobre 2019 ed è stata pubblicata nel libro omonimo, Anime vive. Tutti i diritti sulla storia e relative traduzioni sono riservati da Flyingstories e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

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