Il valore dell’anima

Il valore di un'anima

Il valore dell’anima

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Il valore delle anime

Sarebbe stato un finale degno di nota

Come sarebbe stato tutto più romantico, se quell’anima non fosse stata così pura. E’ un dato di fatto che spesso si apprezzino le pietre più di buffi animali, piante rampicanti o altri esseri umani. Potrebbe sembrare incredibile, ma ho potuto constatare che la gente si innamora di piccole pietruzze colorate. Al variare della loro purezza nel loro incontro con la luce e in base al peso cambia il loro valore. Intere guerre, invasioni su vasta scala sono nate e continuano ancora oggi per poter stringere tra le mani delle pietre. Non è incredibile? Ci sono certo rocce bianche e grigie, ma si trovano ovunque e perciò non vale la pena perderci troppo tempo. È l’amore per la rarità. Quello stesso caso eccezionale che attira sicuramente l’attenzione quando si parla di anime pure. Come determinare il valore di un’anima? Non è solo la luce che ricade su quel mistero a far lievitare il prezzo come si lievita la pasta.

Il valore di un’anima

Partiamo dunque da ciò che le rocce e le anime hanno in comune. Una pietra colorata potete scioglierla, incastonarla e così provare a renderla immortale. Un’anima segue un destino per certi versi simile. Saltando da un secolo all’altro una coppa d’oro potrà mutare in un paio d’orecchini, per poi diventare l’anello che portate orgogliosi al dito oppure perdersi nel fondo di un oceano in mezzo ad ignari pesciolini. Alcune anime così spariscono per ritornare, altre scompaiono senza lasciare traccia. In alcuni rarissimi casi le anime cambiano forma, proprio come una coppa che diventa un anello. Possono anelare a diventare pura luce come l’anima dell’attore, allo stesso modo in cui in altri casi possono diventare scure, diventare un pozzo in cui gettare tutte le nostre più belle intenzioni. Ogni anima è una storia a sé, un libro ancora da scoprire e le cui pagine scricchiolino sotto le dita curiose di un adolescente.

Il valore acceca

Nel caso specifico, in quella stanza tutti erano curiosi perché una luce così pura e così verbosa non è poi tanto facile da trovare.  Se lasciata al suo destino, dopo il suo discorso sarebbe molto probabilmente scivolata fin nelle viscere della terra, dove sarebbe forse diventata un prodigioso diamante. Un giorno sarebbe stata scoperta e lentamente avrebbe ripreso la sua corsa nel mondo come risvegliatasi da un sonno ristoratore. Si, anche le anime hanno bisogno di riposo, soprattutto quelle che splendono così forte. Non è però il destino riservato a quest’anima. La maledizione che tocca in sorte a terre ricche di diamanti, oro o petrolio è quella di diventare esse stesse fonte di scambio. Spesso il contraccambio è impari e comporta guerre e fame, nonché schiavitù per centinaia d’anni. Altre volte semplicemente è la promessa di dimenticare le proprie origini in cambio del progresso.

La maledizione

La maledizione di amare tanto quel corpo da volerlo gridare al mondo costò dunque la libertà a questo spirito originale. Acciuffata per i capelli da un venditore di anime forse troppo zelante, il suo fato reso ancora una volta umano. E cosa c’è di più umano che chiudere tutto dentro una scatola? Ridurre tutto, anche i sogni in qualcosa di simile a una passata di pomodoro? Chissà forse sono solo un paio di scarpe che parla di fronte ad un muro, di notte, senza nessuno che le ascolti. Sento il respiro lento di questo venditore di anime disteso sopra di me, mentre si muove per coprire con le gambe l’intera porzione destinata a due esseri umani di un bel letto color miele. Se mai qualcuno sia in grado di sentire o leggere queste parole si potrà incuriosire al punto da chiedersi quali mai siano le mansioni di un venditore di anime. Tutto parte con una semplice idea, la compravendita.

La compravendita

Proprio tutto partendo dall’aria sciolta nel vento, fino all’acqua che gorgoglia nel lavandino, è estratto- rinchiuso- venduto- distribuito- rivenduto-rinchiuso ancora- rivenduto ancora. Fin qui tutto è noto, niente di speciale. Ciò che spesso dimentichiamo è che è della scatola che ci innamoriamo. Una bella confezione attrae la nostra attenzione, sbuffi di luce che seguiamo rapiti. Le anime non sono tanto differenti, per quanto la maggior parte di esse giaccia felice nella sua scatola di fiammiferi o nella scatola di latta dei biscotti. Nessuno ci metterà il naso e spesso chi lo farà sarà davvero in cerca di un’anima curiosa o un po’ schiva. Le anime possono stare tanto di quel tempo in una scatola di biscotti da diventare in qualche modo dei dolci a loro volta. Non si sa mai, con le anime. Io mi sento una scarpa, ad esempio. Ragiono da scarpa, cammino da scarpa, se mai dovessero chiedermi che ore sono saprei solo i numeri dall’uno al sei delle mie stringhe. Dipende tutto da quanto tempo si sta in compagnia del corpo che si intende abitare.

Il valore di un'anima

Il valore di un’anima

Lo scambio

Confezioni in grado di farci innamorare, di farci vendere la nostra anima perfetta per una con lo stesso colore, ma in un packaging più originale.  Questo è il marketing. Le anime sono destinate ad essere scambiate, ma non è sempre stato così. La domanda del perché mai si voglia scambiare la propria anima è arrivata tardi nella storia dell’umanità. Perché mai però si vorrebbe scambiare il proprio spirito? In questo caso risulta più semplice abbandonarsi ad un esempio che possa rispondere meglio di quanto possa fare ogni spiegazione razionale.

L’anima trafugata

Ecco, la storia dell’anima dell’attore non ha in questo tanto di originale. Si tratta anche in questo caso di un’anima trafugata, per quanto in questo caso il ladro è il padre e suo figlio è il derubato. Un’anima come quella non era semplice trovarla. Insospettito dalla facilità con cui il ragazzino studiava e dal suo talento nel disegno, un padre amorevole volle portarlo dal medico. Quale sorpresa quando ai raggi Y videro l’anima pervasa da tentacoli di luce. Il medico non usò mezzi termini, un’anima come quella poteva davvero valere una fortuna. Era un vero spreco pensare che fosse finita in dono a una famiglia tanto povera.  Per il padre fu come scoprire di avere una miniera proprio sotto il proprio tetto. Come poteva però quell’uomo spiegare la sua scelta a un ragazzo di neanche dodici anni? Come avrebbe potuto spiegare che non era per loro quell’anima, che era stato tutto un errore, un fraintendimento? Per non parlare poi della legge, sempre molto restrittiva quando si tratta di vendere le anime dei minori.

Una notte insonne

Insomma, dopo una notte insonne fatta di preghiere e di dialoghi segreti con una foto della moglie ingiallita sul comodino, quel pover’uomo decise che non era necessario spiegare al figlio nulla a proposito del destino. Si, proprio nulla, in fin dei conti l’anima non è importante. Ne hanno dimostrato il peso e la luce, ma non ci sono prove che sia davvero così necessaria. Non avrebbe mai scoperto della sua anima scomparsa, si disse risoluto. Quando una mattina il dottore chiamò quel padre così coscienzioso per riferirgli che un venditore era pronto ad offrire una buona somma per mettere le mani su quell’anima fuori dal comune, la decisione fu presa. Durante la notte tre gocce in una tazza di latte portarono il sonno mortale nella vita di quel curioso ragazzino. L’anima ci mise qualche ora ad uscire completamente dal corpo, entrando in una scatola di mogano sopra il comodino. Il venditore fu di parola, ben sapendo che l’ignoranza di quell’uomo era pari solo alla sua fame. Per una cifra per lui irrisoria si impossessò dell’anima e lasciò in cambio una di un grigio Londra dal valore così basso da non essere rivendibile. Il ragazzino al risveglio si sentì confuso, come in preda ad una febbre senza calore. E la legge? La legge sa essere un falco o scendere tra le vene del terreno come una talpa. Quel giorno la cecità fu bendata come la fortuna, quella stessa fortuna che abbandonò un povero ragazzino di provincia per un cappotto nuovo e qualche nuovo paio di scarpe.

Quale valore dunque è quello di un’anima?

E’ dunque meglio talvolta lasciar partire la propria anima per consentirle di spiegare le proprie ali altrove. Bisogna pur sopravvivere, no? Quell’anima fu così utile al nuovo ricco rampollo della famiglia G. Tutti furono fieri della sua nuova indole per il pianoforte, mai pervenuta prima d’ora. In realtà nulla cambiò nella sua vita. L’anima si acquietò scivolando nell’anonimato di una vita fatta di corse sul posto e pugni sui tavoli. Da qualche parte un ragazzino abbandonò la sua passione per il disegno, senza apparente ragione. Si circondò di piccoli oggetti e di un piccolo lavoro per dimenticare quella febbre fredda che a volte lo faceva cadere dal letto. Ci sono anime di tanti tipi, ma è più semplice dividerle in anime mortali e immortali. Le seconde sono come dei quadri ben riusciti, ricercate per la loro unicità e spesso non più utilizzate. Rinchiuse in magnifiche scatole, come cornici, giacciono addormentate e vivono solo del loro valore che cresce grazie al nome del corpo che le ha possedute, definite agli occhi del mondo. Questo umile paio di scarpe è una semplice anima degli oggetti. Sono stato un’anima che si spegneva e accendeva a caso, poi un quadro che si lanciava dai muri e ora mi ritrovo come un paio di scarpe. Voglio vederla come una promozione, perché stare più vicino ad un essere vivente mi permette di accumulare qualche ricordo. I quadri e le lampade hanno davvero poco da raccontare, fermi immobili in una stanza con un naso che le scruta o una mano che tocca qualche manopola. Non sempre comunque tutto ha un senso. Come un quadro che cade, direbbe Max Tooney.

Ecco, mi muovo

Il padrone dei miei piedi si sta lentamente rigirando nel letto e so cosa significa. Dopo tanto tempo al chiuso, posso mettermi al trotto come un vero uomo moderno, sempre di fretta. Dopo aver lasciato vitali orme di vapore sul pavimento, pesa la sua massa corporea come ogni mattina e non trova altro che il peso del suo corpo. Senz’anima, come tutti i venditori di anime. In ogni caso, andiamo con ordine.

Continua la prossima settimana con Il venditore di anime–

–Di cosa parla questa storia?–

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia e relative traduzioni sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

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