Il discorso dell’anima

L'anima parla

Il discorso dell’anima

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Io sono l’anima

L’invisibile eppure presente

Io sono semplicemente l’anima. Mai mi venne dato modo di parlare davvero, chiusa dentro questa goffa spoglia da attore.  Non commetto peccati e non scambio sorrisi, proprio come non aziono macchine o premo pedali. Sono l’anima e in special modo l’anima di un attore. In lui oggi tutti riveriscono l’estro, la forza, con sorrisi tirati e piccole gocce di rugiada in campi arati da un chirurgo. Se solo vi vedeste tutti indaffarati a sembrare contriti, mentre ciò che più vi sta a cuore è rivendere la mia essenza rispecchiata in occhi senza più espressione alcuna. Occhi che hanno attraversato platee da parte a parte, aprendo loro la bocca per riempirla di risa, di stupore, di piccole lacrime felici.

Un’anima originale

L'anima parla

L’anima parla

In fin dei conti sono un’anima originale ed è proprio questo il motivo per il quale vivere dentro un artista, seguirlo nei suoi inciampi e dietro spesse tende rosse è stata una scelta sensata. Talvolta capita che altre anime di colleghi artisti siano intrappolate dentro corpi molli da burocrati, manager d’azienda fino ad arrivare ai massimi sistemi, ai Governatori. Quelli, cioè, che sanno decidere della vita e della morte, del primitivo chiedersi se siamo o no utili alla causa, nemici o complici.

I governatori

Un Governatore è come un regista del reale. C’è sempre un bottone pronto per erigere muri o decomporli come fossero foglie su un prato. Il Governatore, quella figura che ti guarda in tralice quando parli d’arte, ma poi non sa ridere o piangere senza essa. Figure così popolano il mondo descrivendo gli artisti definendoli con i loro stessi contorni, come ombre che si affannano a scavalcare la staccionata della luce per proiettare sé stesse. Per distogliere occhi e orecchie da quel fuoco che dilaga, divampa anche spento. Certo, verrebbe da dire che non ci siano palcoscenici grandi abbastanza per entrambi, ma questo è un dilemma che lascio a voi. A voi e alle vostre voci interiori, altrimenti chiamate anime.

Nemici o complici

A tutti capita di alzarsi un giorno e sentirsi improvvisamente nemici, o peggio ancora complici di coloro che si pensava lo fossero, fino al giorno prima. Siamo pronti a chiudere un occhio, anzi due, pur di far parte di un gruppo, di avere sulla pelle la nuda sensazione di esserci mischiati. Il caffè e il latte ad esempio, si odiano da sempre, uno una pianta con il sogno di crescere, l’altro un liquido che dovrebbe seguire le labbra tremanti di un animaletto appena approdato nel mondo. Eppure si frammischiano, gelosi di poter scucire tra le bocche assetate di alcuni mammiferi un’esclamazione altrimenti non prevista dal vocabolario della natura.

Anima e corpo

Quell’anima di artista unita ad un corpo, diventa dunque un’arma innaturale per convincere e così riuscire. L’orazione dell’attore, così efficace nel farvi ridere o piangere, pensare o dimenticare completamente il vostro mondo, diventa qui l’orrido cadere di una goccia sulla vostra fronte affannata. Io sono l’anima. Non ho avuto modo di potermi esprimere prima, se non dando spirito a questo gigante dalle mille qualità, di cui mi sono innamorata. Si, via quell’aria sorpresa, l’anima si può innamorare. Non sono una matita colorata, con cui dare forma ai pensieri che avete già dentro di voi. Io sono il dentro, sono la stoffa, sono ciò che sta sotto il cappello. Reagisco, come reagisce una sostanza chimica, o come un popolo che senza pane si riversi nelle strade nel modo in cui la radice di un albero cerca l’acqua. Addio, starò finalmente con il corpo che ho sempre amato. Seppure un giorno mangiato dalle mosche volerà e vi farà ridere ancora e ancora, soffiandovi nell’orecchio e vibrando nell’aria. Addio!

—continua la prossima settimana con Il valore dell’anima—

–Di cosa parla questa storia?–

La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia e relative traduzioni sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

 

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

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