Il cinema, il bacio

Il cinema, il bacio

Il cinema, il bacio

Il cinema, ancora

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Eccoci alle otto precise davanti alla macchinetta del caffè, dove una coppia finge di leggere il libro per la lezione di “Formulazione della rotazione del processo di vendita per il campo di intrattenimento mediale”. Una delle tante lezioni e materie smentite dall’idea stessa di senso, di quelle dove parole come “ragguardevole” e “infinitesimale” possono essere scambiate per terminologie complesse in virtù del numero di sillabe che le compongono. La ragazza in blu arriva con qualche minuto di anticipo sul ritardo accademico standard, dunque eccola salire le scale con una cartelletta rossa sotto il braccio. Si va al cinema a vedere l’ultimo film degli eroi che salvano il pianeta da un mondo distante, alieno ed estremamente feroce. Quanto sono innovativi questi nuovi registi.

La sala

Il cinema, il bacio
Il cinema, il bacio


Il cinema come detto è uguale a tanti altri cinema, tappeto rosso e pubblicità comprese. Le pareti sono tappezzate di colori, luci e forme che si muovono. Tutto è creato per far sì che il livello di attenzione si abbassi ulteriormente; si tratta di intrattenimento, in fin dei conti. Perché pensare quando ci si può rilassare? Non ci sono grandi distanze da coprire, se non la fila per comprare i pop corn al pesto o del pollo lesso con patate e maionese. Al controllo biglietti la direzione ha posizionato una ragazza e un ragazzo dal sorriso enorme, intenti a strappare i biglietti e a muovere le mani nelle varie direzioni, mossi lentamente da una mano invisibile come pupazzetti di pongo. La conversazione sta procedendo bene, siamo alla parte in cui si condividono momenti del passato. Ad esempio entrambi sembrano avere dei genitori, un cane e una bicicletta. Ah, quante cose in comune, sembrano davvero fatti l’una per l’altro.

La pubblicità

Dentro la sala parte la pubblicità, una di quelle divertenti in cui tre comici fanno delle pernacchie con le ascelle e un quarto riprende la scena e la mette su un social network. Sono eco- risate, di quelle che si spandono per tutta la sala, perché la felicità è anche questo. Poi si da inizio alle pubblicità progresso, in cui si ricorda che fumare e drogarsi è sbagliato. Qui la platea si fa più seria, chi ha gli occhiali li indossa perché è davvero il momento di far vedere che non siamo semplici bestie, perché dobbiamo far vedere da che parte stiamo. Per fortuna dopo la parentesi intellettuale riprende ancora la parte divertente in cui gli stessi comici di prima ma vestiti in maniera buffa si esaltano nel lanciarsi torte con vetri rotti le une addosso agli altri. Sembra doloroso, ma poco importa. L’importante è che tutti, ma proprio tutti, trovino queste idee davvero simpatiche.

La pausa è importante

D’improvviso la sala si svuota. E’ il turno delle pubblicità sulla pulizia della casa e sulle pastiglie contro la diarrea. Sono fatte apposta per dare un po’ di respiro al pubblico. Una pausa per andare in bagno e ripensare a quel messaggio sublime, a come gli attori fossero davvero fenomenali e al senso così profondo del discorso della sigaretta parlante.


Un’ora dopo

Dopo un’ora, il film inizia. La sala si fa silenziosa, incuriosita da questo improvviso aprirsi dello schermo. Ora è il momento di indossare gli occhiali 3D, per vedere meglio gli effetti speciali. La storia è bellissima, con un divo alto due metri che spacca una roccia, poi una mascella e salta in un mondo nuovo per liberare l’umanità. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di trame e sotto- trame, tutti sanno ciò che si diranno i personaggi e quello che faranno. L’hanno visto alla pubblicità meno di una settimana fa. Non c’è discussione, il bene deve vincere e quelli grossi e belli devono battere quelli grossi e brutti.


Non solo azione, si ride

Un attore afroamericano dice delle battute proprio buffe, al che tutti ridono fino a perdere l’equilibrio sulle poltrone. E’ così edificante vedere l’umanità così simile, tutti sulla stessa frequenza nel comprendere l’utilità di fare delle battute nel momento in cui il pianeta deve essere salvato. Fuori dallo schermo improvvisamente appare un affare gigante che sputacchia del liquido verde, lo scontro è vicino. Fortunatamente la pubblicità riprende il suo corso, seguendo esattamente la stessa frequenza di prima. Così come le risate del pubblico.


Il finale

Il finale è come tutti potevano immaginarsi, dato il titolo


Il gigante biondo difende la Terra, urgh!

Il dio ha dato prova di essere un attore fenomenale, nei suoi quattro dialoghi. La sotto- trama in cui si scopre che l’alieno è suo fratello ha fatto davvero scalpore tra il pubblico, un evento raro che forse gli porterà un Oscar per la sceneggiatura. Il pubblico lascia la sala con l’impressione di aver davvero pagato per qualcosa che ha un senso, una storia così interessante e addirittura con una sotto- trama. Poi effetti speciali, lotta, oceani interi pronti a salire fino al cielo.


Dopo il cinema, il bacio?

In questo stato d’animo S. e la ragazza in blu camminano con un gelato al tonno in mano. La conversazione scivola sui gusti musicali ed entrambi adorano le ultime canzoni del gruppo mononota “G. And G.”. Ora è il momento un po’ più imbarazzante, quello in cui si decide se baciarsi e dunque passare ad una fase successiva, oppure schivare questo momento topico e buttarsi sul bowling. Il bacio sembra la soluzione che più si presta all’occasione, un bacio che fa girare qualche anziano che sospira. Sopra le loro teste un pannello luminoso recita


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I sogni sono tutto ciò che fa andare avanti la società, immaginatevi quanto possa essere importante un’anima nuova in questo contesto. Bene, il bacio è finito, entrambi felici lasciano la sala mentre un anziano compra un biglietto della lotteria, speranzoso che il suo futuro possa così cambiare in meglio.

La prossima settimana non perdere: Il ristorante

–Di cosa parla questa storia?–


La storia avrà pubblicazione a cadenza settimanale. Tutti i diritti sulla storia sono riservati da Flyingstories.org e nella persona di Daniele Frau.

Tutte le grafiche sono eseguite a mano e in stili misti dall’artista Gabriele Manca, DMQ productions, che detiene i diritti sulle opere.

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

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