Idee, arte, motivi per esistere

L'arte atto III

Idee, arte, motivi per esistere

–continua dall’Atto Secondo–

Arte

Domande su maschere, vita e morte

Perché dovrei volere una maschera?

Gabriele mi conferma che i miei sospetti sono fondati. Le sue maschere non sono normali maschere, ma seguono l’arte giapponese detta del The Mask, per la quale nell’indossarla inizierete a sentirvi subito meglio, forse un po’ più folli, azzardati nei modi. Se invece deciderete di non voler rischiare, potrete appenderla al muro, per quanto io non possa promettervi che il muro stesso non decida di impazzire a sua volta e azzardare una sortita.

Quanto ci vuole per creare una maschera?

Creazione delle maschere

Creazione delle maschere

Tornando seriosi per un attimo, ricordiamo che realizzare una maschera è un’arte. L’idea è che se appendi una maschera al muro, devi almeno sapere quanto tempo un essere umano ha dedicato per la sua creazione. Si, perché non stiamo parlando di maschere in scala comprate in un mercatino del centro di Shanghai. Il nostro artista conferma che una maschera ha un tempo di gestazione proporzionale alla quantità di fantasia richiesta per la sua invenzione. Più la vostra fantasia colpirà il creatore (quello con la lettera C piccola), più tempo sarà richiesto per la sua piena realizzazione. In pratica, più è grande e dettagliata, più tempo ci vorrà per comporla. Soprattutto se si dovrà scomporre in più parti da riassemblare in un secondo passaggio. In questi passaggi si capisce l’arte di cui sopra.

crani di animali

crani di animali?

Come possono trovarti?

Sapendo che questo amico è girovago, la domanda ha un senso. Magari lo trovate su un treno diretto in Polonia mentre sta scrivendo uno script per uno spettacolo in Norvegia e leggerà queste righe a Sofia. Dunque utilizzate il magico mondo Internet. Non posso scrivere la mail qui sul sito perché diverrebbe oggetto di spam selvaggio in meno tempo di quello richiesto ad un bicchiere in Australia per essere riempito di birra. Vi basti andare su FB o Instagram (se non li avete fa nulla, scrivete un messaggio qui sotto e verrete ricontattati immediatamente) alla pagina dmqproductions. Comunque, trapelano informazioni di prima mano che fanno ben sperare in un sito internet per dmqproduction nel prossimo futuro. Per il pagamento, potete pagare con soldi del monopoli oppure contanti di ogni parte del mondo, oltre che con paypal e bonifici. Non tutte queste opzioni insieme, altrimenti farete impazzire il povero mascheraio.

Il Giappone

Come sapete, siamo stati in Giappone con Flyingstories e vi assicuro che ogni giorno pensavo a cosa avrebbe fatto Gabri. Forse il bagno in una vasca piena di manga? Non lo so, è comunque un’opzione. Questo perché il Giappone ha un’influenza non di poco conto nella storia personale di Gabriele, nato a Tokyo e poi diventato maestro di spade. Ma questa è un’altra storia che ci racconterà un giorno lui stesso quando ritirerà il Nobel della Pace dalle mani di qualche fabbricante di dinamite. Per ora ci basti pensare che l’arte, le tradizioni, i miti e le leggende oggi riprese anche in chiave contemporanea ricoprono un ruolo preponderante nell’arte di questo creatore di storie sensoriali.

Come ti è venuto in mente di creare delle maschere?

Domanda a trabocchetto. Comunque la logica dell’autore guizza via e sguscia che è una bellezza in una risposta tutta d’un pezzo, che non ti aspetti da un artista. Oltre la passione atavica e l’ammirazione smisurata per le maschere, una nuova idea si è insinuata in questa testa brulicante di pensieri. Il fenomeno dei Cosplay ha indicato una nuova via ai mercati, ossia la creazione di accessori e gadget; però, perché i dettagli devono essere di qualità così bassa? La risposta l’ha voluta dare proprio lui, creando alternative a maschere che si possono trovare cercando semplicemente su Amazon. Sarebbe però come comprare una Ferrari e sceglierla senza aria condizionata per risparmiare. L’idea è che, quando si sceglie di avere un bel vestito, bisogna stare attenti anche ai dettagli e la maschera non è uno di poco conto.

L’estro, l’Arte

Qui, ancora una volta, mi tocca lasciare la parola a Gabriele Manca, difficile da parafrasare:

L’Estro è una benedizione: è quella scintilla che, da un errore, ti permette di vedere milioni di potenzialità a cui magari non saresti mai arrivato e che ti porta inesorabilmente a perderti per altre strade da esplorare. La Tecnica è un continuo work in progress: non si finisce mai di imparare e di evolvere quindi, come diceva Dalì “non preoccuparti della Perfezione, perché tanto non la raggiungerai mai”. Più si fa pratica, più si diventa abili e veloci.

Cosa ti contraddistingue dagli altri?

Cosa ho di diverso? Tutto e niente. Sono quello che sono e faccio quello che faccio per via delle mie esperienze. Nell’Esperienza (e in come questa mi ha modellato) sta la mia diversità. Ma penso che tutti abbiamo lo stesso potenziale, dipende solo da quali tendenze decidiamo di lasciarci guidare.

Araldo Dell’Arte?

Così è come si definisce il Nostro. Anche per chi pensasse che araldo sia non un messaggero, ma una persona di nome Raldo chiamata in romanesco da un compagno in mezzo alla via, potrete vedere come la parola arte viene a galla ancora una volta. Allora, come definirla, questa benedetta arte? Ancora una volta diamo la parola all’intervistato, che credo sappia meglio di me ciò che lui stesso propone come ideale dell’arte. Propriamente nella fattispecie del creatore di arte, l’artista:

Artista è chi si dedica anima e corpo allo studio, alla ricerca e allo sviluppo delle sue passioni. Un chirurgo, può essere un Artista, ma anche uno spazzino o un cassiere. Chiunque svolga una mansione con passione e curiosità, portando anche innovazioni quando possibile, per me è un Artista. L’Arte non è democratica, però. Ergo non ci si può improvvisare Artisti. E maledico chiunque abbia frainteso le parole di Warhol quando disse che “tutti, nel futuro, avrebbero goduto di 15’ di fama.

Conclusione, applausi, giù il sipario

E da qui in poi Gabriele tira fuori la sua parte oscura, il suo cigno nero, il suo Ritratto appeso al muro da Gogol in persona e mitraglia chi, senza un’arte, cerchi una parte. Come sempre il carattere non così dissimile da una più strutturata sindrome di Tourette prende la deriva, ma sarà nostro dovere seguirlo in un prossimo articolo. Ciò che mi preme ora è ringraziare Gabriele Manca per il tempo a noi dedicato e dargli un in bocca al lupo (viva il lupo!). Per chi volesse saperne di più qua c’è il suo Faccialibro e qui il suo Instagrammabbile. Un saluto a tutti e buone Maschere!

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai, coming from an amazing Italian island, Sardinia.

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