Il metodo Sherlock Holmes

il metodo sherlock holmes

Il metodo Sherlock Holmes

–continua dall’articolo precedente–

Sherlock Holmes

Un approccio deduttivo

I miei cuginetti imparano la lingua straniera molto presto, i suoni sono presentati come amici, la ripetizione è una filastrocca, la motivazione è portare in scena una piccola pièce teatrale e la grammatica? Già, la grammatica. Quella viene acquisita per uso, come un parlante nativo. Ci sarà tempo un giorno per capire la differenza tra un perfetto passato e un altro, ma per ora nella comunicazione di tutti i giorni creerebbe solo confusione.

Quale metodo per quali studenti?

Ciò che è cambiato poi è l’approccio ai vari studenti. Ricordo ancora quando una vecchia insegnante di francese voleva farci studiare la filastrocca di un piccolo anatroccolo che saltellava di fiore in fiore (gli anatroccoli saltellano? Domanda senza risposta). Filastrocca scritta da lei, per inciso. Ovviamente noi, che ci sentivamo già adulti perché avevamo dodici peli sotto le ascelle, non potevamo esimerci dal ridere e questo era il nostro blocco. La morale non è che l’insegnante debba smettere di scrivere ridicole poesie (a volte sarebbe comunque opportuno), ma che utilizzi i canali adeguati per mantenere l’attenzione e la motivazione accesi nella classe. Ce ci trasformi tutti in piccoli Sherlock.

Come Sherlock Holmes

Tutti conoscono Sherlock Holmes, figlio di Conan Doyle e della sua penna magica. Questo personaggio riesce a ricostruire delle storie intere semplicemente guardando il mondo attentamente. La scoperta, la deduzione, sono alla base del nuovo metodo di insegnamento. Il discente (che sarebbe quello che apprende, ma quanto fa figo dire discente) deve vedere la lingua come un labirinto. Certo, da questo labirinto sa che potrà uscire con le proprie gambe e che dunque potrà poi correre da sua madre e dire “mamma, sono entrato in un labirinto e ci sono uscito tutto da solo”. Va bene, forse questo riferimento è un po’ azzardato o perlomeno poco realistico, ma avete capito il senso, ne sono convinto. La lingua deve essere scoperta, deve essere vista come un gioco (a volte anche serio, quando per esempio si insegna a degli emigranti delle parole base con cui sopravvivere in società). La grammatica è una struttura che cammina insieme alle nostre parole, le parole che esplodono intorno a dei verbi, i verbi che si collegano a dei pronomi e via dicendo. Che creino una storia, come per Sherlock.

–Continua a leggere la lingua come una storia–

Daniele Frau

Daniele Frau is a translator and content writer living in Dubai and coming from an amazing Italian island, Sardinia.

Leave your message