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Alfabeto

Alfabeto, le basi

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L’alfabeto

Partiamo dalle basi, l’alfabeto. Si può elencare, cantare, ma difficilmente si potrà fare a meno di utilizzarlo, perlomeno se si è decisi a studiare una lingua straniera. Ci sono tantissimi siti internet, corsi e programmi che vi insegneranno a ripetere dei suoni. Ma finché ripeterete i suoni come una cantilena, vi sembreranno sempre lontani parenti di un reale parlato.

Il Pappagallismo


Certo, potete sempre essere della vecchia scuola nota come pappagallismo, ma direi che non funziona in questo caso. Un esempio classico è la lingua inglese. Milioni di persone asseriscono di aver imparato la lingua inglese in tre mesi, due settimane, un anno. Poi al lato pratico ogni parola è storpiata come se fosse letta da un lettore automatico difettoso.

Dimenticare

Dunque il mio primo consiglio è di dimenticare l’alfabeto così come lo abbiamo imparato a scuola. Le nuove generazioni utilizzano dizionari virtuali e saltano così anche l’ultima delle residue ragioni per le quali dovremmo sapere l’alfabeto. Ciò non significa certo che non dobbiamo avere cognizione dei suoni di una lingua, al contrario. Rimanendo nel nostro approccio pragmatico (saper usare una lingua è meglio di sapere quella lingua punto e basta), seguiamo il percorso di scoperta dei fonemi.

Fonemi?

Alfabeto
Alfabeto

Per i non linguisti, un fonema è un piccolo anello della catena delle parole. Può incastrarsi in un monosillabo, come le discussioni con il vostro vecchio zio dalle folte sopracciglia, oppure aggrapparsi ad altri fonemi fino a diventare ingestibile (ad esempio il nome di alcuni nomi di città in lingua russa). Questi fonemi sono dei mattoncini che ci permettono di distinguere una parola e dalla parola il contesto della frase che si ascolta.

I fonemi

Se sono così importanti, perché ci ostiniamo a trattarli come etichette di un prodotto da supermarket? Partiamo dal concetto che questi suoni sono vitali e si abbracciano gli uni con gli altri. Diciamo anche che in alcune lingue lo stesso suono che approccia un suono differente per sua natura tende a cambiare. Ecco dunque che ci conviene partire dai suoni direttamente in una parola. Meglio ancora, scegliamo parole che ci saranno utili più avanti. Parole che sono ad esempio iperonimi, grossi contenitori di significato. Quando siamo pronti a leggere dieci parole che contengono tutti i possibili suoni base di una lingua di studio, siamo già un passo avanti.

Pronti? Iniziamo

Il prossimo passo sarà dare un senso a queste dieci parole in una frase, per poi trovare dieci sinonimi o iponimi che ci facciano esponenzialmente moltiplicare il nostro dizionario.


Imparare le parole

Imparare le parole

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Imparare le parole

Vediamo dunque come imparare le parole. So benissimo che ci sono centinaia di applicazioni per studiare nuove parole in una lingua straniera. Su tutte l’applicazione più utile a mio parere è Duolingo. Gratuita, semplice da usare e fornisce un bagaglio di parole nuove incredibile. Contro? A volte si possono trovare degli errori e altre volte è un po’ troppo “fiscale” nella soluzione alle domande. Anche mettendo tutto questo in conto, è una bella applicazione per migliorare il proprio vocabolario. 

Mattoni di parole?

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La costruzione della storia

La lingua come una storia

La lingua straniera deve essere vista come una sorta di storia in divenire. Come detto nell’articolo sul metodo di apprendimento (o di insegnamento, dipende dal punto di vista), la lingua è una storia a sé, è cultura e colore, forma complicata di pensieri inanimati. In poche parole, la lingua è vita. La vita è una storia complicata, di cui pochi conoscono il senso, ma di cui alla fine noi tutti non possiamo fare a meno. Certo, possiamo fare a meno di una lingua, in qualche caso. Ad esempio con il nostro cane. Ma metterei una telecamera in casa vostra per vedere se davvero riuscite a non parlare a quell’adorabile palla di pelo (corto o lungo che sia). Dunque, una storia. Dobbiamo decidere dal principio come scrivere la nostra storia, con un inizio, un colpo di scena, un po’ di amore e un finale soddisfacente. Magari un sequel.

Un inizio

Lo spazio

Lo spazio

Lo spazio

Come disporre lo spazio di studio

Il primo passo per iniziare a studiare le lingue è creare un proprio spazio solo per le lingue. Chi ha bambini, fratellini piccoli o semplicemente un gatto cui piace dormire sul tavolo, dovrà fare il doppio lavoro di ordinare e disordinare lo spazio ogni volta. La storia della mia vita, pur senza gatti e bambini. Ma andiamo oltre. Chi ha dimestichezza con lo studio di qualsiasi altra materia, sia questa logica, matematica, disegno o medicina, sa già come predisporre il proprio spazio ideale. Oggi darò qualche consiglio su come costruire un semplice spazio per le lingue. La predisposizione è libera, ma da vero ossessionato per lo studio di lingue straniere vi darò qualche informazione in più. Spero (per voi).

Il quaderno

La mia generazione (30+) è nata ancora in un’epoca legata alla carta stampata, all’uso di quaderni sconsiderato e alla patologia conosciuta con il nome scientifico di:

“compro questo quaderno, tanto poi mi servirà”

As mall Sherlock

Sherlock Holmes

Sherlock Holmes

A deductive approach

Rather than scaring children with a foreign language, now we want them to approach about it as a game. A deductive game, as for a Sherlock story in which we never know how’s going to end it till the end. While reproducing new sounds for us was a stressful matter, for them are new friends. These friends are met step by step in a nursery rhyme, for example. A small pièce teatrale is their motivation and the grammar. The grammar? Certainly important, the grammar is approached as for a native speaker, without confusion, without strict rules. There will be time for that.

Which method for which students?

First of all, the target is important. I always remember an old French teacher which wanted to teach us a nursery rhyme about a small duck she wrote. Obviously, we were 12 yo, so adult enough to have hairs in the armpit and that story was just hilarious for us. No way the small duck could teach us anything.  So the moral here is the lesson is as important as understanding the need of the target we have in front. The first step is to approach in a deductive way, as small modern Sherlock.

the dinosaur's method

Teaching, a method

–read in Italian–

Teaching

A classic method

When learning a new language, the method is crucial. I could tell you Jespersen, or Skinner, even Chomsky, but there would be only names. Rather than doing that, it’s easier to see how teaching got close to win the battle against foreign language. First of all, we thought the best way to teach was to follow rigid guidelines. It seems like the teacher needed to let you speak like a book. The result? You were not going to speak at all. So the method developed, but the main idea was still to let you speak as a parrot.

Parrotism

A cool method, even nowadays, is the one called Parrotism, used mainly by the old school teachers. In a word, dinosaurs. As in Jurassic Park, but instead of  plants or other dinosaurs, they love reptita iuvant and white and black grammars with the smallest characters ever. If it was still by the law, they’d love to slap sb in the face. Errors? Na, erased. I supposed mainly because it reminds about the slap. The grammar slap, as to say.

il metodo sherlock holmes

Il metodo Sherlock Holmes

–continua dall’articolo precedente–

Sherlock Holmes

Un approccio deduttivo

I miei cuginetti imparano la lingua straniera molto presto, i suoni sono presentati come amici, la ripetizione è una filastrocca, la motivazione è portare in scena una piccola pièce teatrale e la grammatica? Già, la grammatica. Quella viene acquisita per uso, come un parlante nativo. Ci sarà tempo un giorno per capire la differenza tra un perfetto passato e un altro, ma per ora nella comunicazione di tutti i giorni creerebbe solo confusione.

Quale metodo per quali studenti?

Ciò che è cambiato poi è l’approccio ai vari studenti. Ricordo ancora quando una vecchia insegnante di francese voleva farci studiare la filastrocca di un piccolo anatroccolo che saltellava di fiore in fiore (gli anatroccoli saltellano? Domanda senza risposta). Filastrocca scritta da lei, per inciso.

Il metodo dei dinosauri

Evoluzione dell’insegnamento

–read in English– 

L’apprendimento

Il metodo classico

Il metodo nell’apprendere una lingua straniera è decisivo. Potrei snocciolarvi qualche nome a voi familiare quale Jespersen, Skinner o Chomsky. E’ più semplice vedere insieme i cambiamenti nell’insegnare quel mostro chiamato lingua straniera. Inizialmente  il sistema era molto rigido e figlio di norme altrettanto rigide. Queste erano dettate da un insegnante che intendeva farvi parlare come un libro. Con il risultato di non farvi parlare per nulla. Poi col tempo il metodo si è evoluto, ma l’idea era sempre quella di rinforzare la vostra innata capacità di pappagallismo.

Il pappagallismo

Il pappagallismo è un metodo che va ancora in voga

flying is natural

The dust of Peter Pan

A new point of view: the dust

What we always have seen in Peter

Peter Pan is the simple guy from our infancy which, as Barrie the creator stated “never grow”. For more than one century we used him as a metaphor for all the modern fears and to explain the “never grow” desire, alias fear of death. Peter, with his strong attitude, his fearless and also his phrase “To die will be an awfully big adventure” is not quite a reflexion of the fat lazy TV watcher in which we all are going to be transformed one day or another. Peter Pan is a strong character, created by his writer apparently mostly for family reason.

So… What else?

fire games in Dubai

How Flying Stories begin

Flying Stories

A story of curiosity

In our everyday’s life the act of surviving has been replaced most of the time with the need of understanding. Understanding where we are going, wondering if where we are going is the right path or not. Internet seems to have all the answer, but guess what? If you ask Siri “Siri, give me the sense of my life”, she’s gonna answer back “I’m sorry, I don’t have an answer for this question”. And we are lucky, ’cause if she had one, we’d have a looot of truble!

What move us

So everyday we wake up, we prepare for school, university, work or just to seek one of those. Exams, controls, gym , all part of a big engine in which we are running like mice. We stopped a second and we become to ask ourselves if there was an Alien, a good one with antennas and green in color, and he was looking at us from his distant world, how could he possibly see us?

The alien metaphor

This Alien is different for everyone of us. He could be everything, and he could be a she, and most of the time just a cute animal we see in the street. If we start looking at the world with the eyes of this new friend, I can sure you, you’ll start enjoy ten thousand times more your life. All the languages we created, all the streets and parfumes, the taste of the food, everything’s gonna be new for you! But how to explain?

Not a child

But we’re not children, the idea of the Alien watching us is exactly this. Watching the world without judging as an adult, but at the same time using the complexity of vision of an adult which drove all over the Galaxies, and after ten billion of planet decide to study our planet.

You are part of it!

There is always a new slot for a a New Alien, the Space is so big! It’s important you are curious, you have the passion for writing, or shooting photos, make videos or simply recording yourself. Express yourself as you’d be in a new planet, you’re gonna enjoy every single bit of it!

fire games in Dubai

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